Arrivederci Palestina Ciao!

Il 31 dicembre, nostro ultimo giorno effettivo a Bethlehem, abbiamo dedicato una buona parte della giornata ai saluti e agli "arrivederci a presto" a diversi amici.

L'ultimo giorno è anche quello del pacco da spedire in Italia in cui inserire tutti i materiali raccolti durante il periodo trascorso in Palestina e che al Ben Gurion, per usare un eufemismo, non sarebbero graditi. 10 kg, 50 € e il gioco è fatto.

Per festeggiare la nostra ultima sera e l'avvento del nuovo anno abbiamo organizzato un "cenone" all'ISI center con una ventina di amici italo-ispanico-basco-palestinesi.



Pasta al ragù (un applauso a Baleng per la bontà del sugo), babaganoush, hummus, mandarini, datteri, frutta secca, vino, birra, arak...e un pò d'acqua.

Serata davvero piacevole, terminata verso le 2,30 con qualche canto comunista e di resistenza palestinese, basca e naturalmente italiana.

Il primo dell'anno, un pò stanchi, un pò tristi per la partenza e un (bel) pò provati dall'effetto postumo di bacco abbiamo salutato Lina, Khaled, gli amici dell'ISI (con i quali abbiamo condiviso idee e progetti per il futuro) e ci siamo avviati verso l'aeroporto.

Ripassata "la versione per il Ben Gurion" ci mettiamo in coda per i controlli, e dopo qualche minuto, come da copione, si avvicina l'israeliano addetto a fare domande sul soggiorno in Israele, sulla vita personale e sulle relazioni tra i presenti e ad etichettare con un codice ogni viaggiatore.
"Dove siete stati?" "come vi conoscete?" "cosa avete fatto in questi giorni?" etc. etc. Frank e Anto vengono etichettati (scorgiamo un livello 5, che prevede l'apertura del bagaglio e qualche controllo in più, ma nulla di straordinario), Rod e Sonietta trattenuti. "Ecco, ci risiamo!" è il pensiero comune che tacitamente passa da sguardo in sguardo.
Altre domande (da quanto vi conoscete? siete mai venuti qui insieme? etc) poi etichettati e spediti al macchinario per i raggi X al bagaglio.
Frank e Anto vengono inviati all'apertura dello zaino, mentre con grande e piacevole stupore Sonietta e Rod vengono spediti direttamente al check-in. Niente perquisizione? Niente interrogatorio? E' solo allora che realizziamo che il codice assegnato è un bel 2, mai avuto prima!!
Questo dimostra l'incoerenza e l'assurdità della sorveglianza sionista: all'ingresso 3 ore di interrogatorio, all'uscita un codice 2 e nessun tipo di controllo.
Passati tutti i livelli, ci troviamo finalmente sull'aereo, sollevati dal fatto che sia andato tutto liscio.

Tel Aviv - Istanbul, Istanbul - Milano. Siamo a casa, stanchi e tristi per la fine del viaggio ma contenti e soddisfatti per aver visto i bambini, i vecchi amici e per aver conosciuto, come ogni volta, belle ed interessanti persone. Che saremo convinti di riabbracciare appena torneremo in Palestina.

Con la Palestina e i suoi propositi per l'anno nuovo

ultima cena

ma siete sicuri???
acqua...
mumble...
io non me la ricordo proprio.......
burp!

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baleng | 3 Gennaio, 2012 - 19:06

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