13 luglio 2011 - tanto cibo niente acqua

La mattina di oggi e' stata impiegata da ognuno di noi per compiere commissioni varie, tra cui il tentativo di acquistare una videocamera per il centro, dopo le quali ci siamo diretti a mangiare un veloce shawerma (quello che in Italia si chiama Kebab), prima di andare a trovare la famiglia di Adnan. La chicca del giorno: passati prima dal suo negozio ci ha intrattenuto con un testa o croce che ha fatto vincere ad ognuno di noi una moneta del vecchio conio palestinese.

Orgogliosi del nostro nuovo regalo ci siamo diretti a salutare il resto della famiglia. Nonostante le nostre precedenti esperienze con la tradizionale ospitalita' palestinese, nell'accettare un caffe' non ci siamo resi conto che abbiamo dato inizio ad un secondo pranzo: in un attimo la tavola e' stata imbandita con hummus, falafel, pollo, pane, insalate varie e dolci finali che siamo stati gentilmente invitati ad assaggiare. Abbiamo scambiato quattro chiacchere con la figlia maggiore, una ragazza di sedici anni incredibilmente vitale ed estroversa, che e' riuscita a stupirci con la sua genuinita', autodeterminazione e forza espressiva. Grazie al suo inglese abbiam potutto anche comunicare con la mamma dalla quale siamo rimasti particolarmente colpiti poiche', semplicemente osservandoci e percependo le nostre emozioni ed energie, parlava di noi come se riuscisse a intendere ogni nostro segreto...

Salutati tutti abbiamo raggiunto i bambini al centro con i quali siamo andati, facendo una bella passeggiata, a mangiare un falafel in Manger Square... visto che avevamo ancora un po' di spazio nello stomaco in fase di digestione. Grande festa per i bambini entusiasti per questo insolito momento di svago durante il quale noi altri abbiam tentato di evitare cibo, vista la programmata cena a casa della famiglia di Mohammed e sua sorella Ahlam. Quindi ci siamo fatti bastare un mezzo panino a testa!

Riscaldato lo stomaco, il bus del centro ci ha portati assieme a Lina a Beit Sahour a casa di Mohammed e Ahlam dove siamo stati accolti dall'ennesima tavolata imbandita da enormi vassoi colmi di specialita' tipiche palestinesi: zuppa di frumento (buonissima!), riso, involtini di riso in foglia di vite, zucchine ripiene, pollo, spezzatino in brodo con simil fagiolini (questa e' ovviamente la traduzione in italiano), verdure in varie salse...

E' stato molto piacevole anche chiaccherare con il padre di Ahlam e Mohammed il quale ci ha raccontato di come la sua famiglia abbia trovato il modo di sopperire alla costante privazione di acqua da parte di Israele - che la controlla al 100% - costruendo un pozzo cisterna molto piu' capiente dei conteiner che tutti i palestinesi sono costretti ad avere sui tetti. Ricordiamo che da circa un mese a Bethlehem manca l'acqua e molte scorte sono esaurite portando la gente in strada a protestare contro un assurdo furto che Israele continua a perpetrare a danno dell'intero popolo palestinese davanti agli occhi conniventi della comunita' internazionale.

Dopo cena ci siamo accomodati nel patio allietati dalla presenza della piccola Sara, la figlia di Ahlam, al centro delle attenzioni di tutti e soprattutto della sua mamma, ex educatrice del centro ora coinvolta nel suo nuovo lavoro di genitore che si prende cura di due nuovi occhi, grandi e curiosi: siamo certi saranno degni prosecutori della sua dolcezza, del suo spirito e della sua volonta' di cambiamento che ha donato gia' ai bambini, ai volontari e all'associazione tutta durante i suoi anni di lavoro con noi.

Con la Palestina in due nuovi grandi occhi