12 luglio 2011 - Do you have guns or knives in your bag?

La nostra giornata e' iniziata con la visita alla citta' di Hebron, specchio della Cisgiordania occupata e divisa.

Camminando per il suq arabo si e'costretti a superare il check point per accedere alla moschea, sotto costante controllo dell'esercito israeliano.
Nonostante negli ultimi tempi i coloni si siano spostati nella zona ebraica, sino a qualche anno fa occupavano i piani superiori della citta'vecchia, costringendo i commercianti palestinesi a coprire completamente le strade con reti e teli, per evitare di essere colpiti da sassi, spazzatura e oggetti che puntualmente venivano loro lanciati dall'alto.

Nel cuore della citta' Moschea e Sinagoga si contendono, nello stesso edificio, la Tomba di Abramo, con la piccola differenza che alla Moschea e'riservato uno spazio decisamente ridotto rispetto a quello dedicato agli ebrei. Visitata la parte araba abbiam dovuto superare delle transenne per accedere alla zona ebraica nella quale ancora resiste un negozietto di souvenir e porcellane palestinesi lavorate a mano. Per poterci accompagnare, a 3 metri di distanza dal "confine", la nostra guida araba ha dovuto chiedere il permesso, consegnare i documenti ed essere controllata a vista dai soldati israeliani. Nel frattempo alcuni di noi hanno fatto una breve incursione nella sinagoga superando l'ennesimo controllo: fortunatamente non avevamo con noi pugnali, pistole o bombe a mano... :-)

Finita la nostra visita con un groppo in gola e tanti pensieri, siamo rientrati a Bethlehem e nel pomeriggio siamo andati al centro per l'incontro con i bambini.

Appena arrivati abbiamo fatto una spiacevole scoperta: una delle due tartarughine che pascolavano nella "aiuola" e' passata a miglior vita. Chissa'se Spritz l'ha gia'raggiunta...
A sollevarci il morale e'stata una enorme sorpresa: e'venuta a trovarci Ahlam, l'educatrice che ha preceduto Lina, con la sua bellissima bambina di appena otto mesi Sara.

Ad ora di cena ci siamo diretti a casa della famiglia Handal per passare la serata assieme a loro, conclusasi come al solito a pancia piena di fronte ad un narghile ed un piacevole intrattenimento di "magie" col le carte.

Dal taxi che ci ha portati a casa Handal abbiamo avuto modo di osservare una massiccia presenza di soldati palestinesi dovuta alle proteste degli abitanti per la mancanza di acqua che spesso sfiora il mese. I segni degli scontri erano evidenti per le strade: un paio di cassonetti bruciati e rivoltati.
Questa scena ha destato in noi un interrogativo: perche'i soldati palestinesi non sono al fianco del loro popolo nella lotta contro l'occupazione che lede quotidianamente diritti primari quale l'accesso alla propria acqua?

Il ritorno a casa dopo la cena si e' trasformato in un pellegrinaggio tra i bancomat di Bethlehem nel tentativo di riuscire a prelevare. Rispetto agli anni passati si sono moltiplicati ma cio'non determina un servizio efficiente. Quindi un consiglio: se venite da queste parti - ve lo auguriamo - portatevi denaro in contanti.

con la Palestina e i suoi paradossi


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