11 luglio 2011 - Jenin, Jenin

Oggi sveglia presto: destinazione Jenin!

Grazie alla capacita' contrattuale di Ika,un'amica dell'AIC, siamo riusciti a trovare un trasporto diretto ad un prezzo accessibile. Arrivati in citta', la prima tappa e' stata l'asilo delle suore di Sant'Anna, dove siamo stati accolti da suor Giacinta. Tempo due chiacchiere e ci ha raggiunto George, un caro amico palestinese conosciuto a Milano durante i suoi studi. Assieme a lui abbiamo goduto di un ottimo e abbondante pranzo (aridaje!) a casa di Samir, l'autista che accompagna a scuola i bambini dei villaggi vicini come previsto dal nostro progetto.

E' stato un piacere rivedere tutta la sua famiglia e in particolare il piccolo Albert, che a breve compira' un anno. Per il dolce (o meglio, i dolci, le noccioline, il caffe'e il succo di frutta) ci siamo spostati a casa di George, dove abbiamo scambiato due parole, rigorosamente in italiano, con i suoi genitori.

Nel pomeriggio immancabile tappa al Freedom Theatre ansiosi di conoscere l'evoluzione del progetto dopo la morte di Juliano Mer Khamis, direttore del teatro e della scuola di recitazione che ha dato - e speriamo continui a dare - nuove prospettive ai ragazzi del campo profughi di Jenin. Durante una chiacchierata con uno dei collaboratori di Juliano abbiamo avuto modo di condividere alcune riflessioni circa la diffidenza della popolazione rispetto al progetto, l'omicidio e il futuro del teatro.

Come da tradizione siamo poi andati nel solito negozietto di fiducia a fare rifornimento di narghile e tabacco. Tempo di un caffe' - l'ennesimo di oggi - e siamo tornati sul taxi alla volta di casa. Poiche' non eravamo abbastanza stanchi abbiamo deciso di berci un'ultima Taybeh alla Cittadella di Beit Sahour ma poi, causa black out, ci siamo trasferiti a casa di Ika dopo aver intonato "Bella Ciao" con tutti i presenti. Definitivamente provati ci siamo diretti all'Isi Center ma, sorpresa... la porta era chiusa e noi senza chiavi!
Nell'attesa di un soccorso non ci siamo di certo annoiati: Rodolfo e Antonio, sfidando la forza di gravita', hanno tentato di cimentarsi in acrobazie in stile parcour nel tentativo di raggiungere una finestra. Per fortuna le loro articolazioni sono state salvate dall'arrivo delle chiavi.

E di nuovo a scrivervi in tarda notte...

Con la Palestina e con Juliano

samir..

ma i figli di Samir sono fatti tutti con lo stampino??

angela | 13 Luglio, 2011 - 08:57

siete proprio

siete proprio instancabili!
Meglio così, perchè così anche noi possiamo godere delle vostre esperienze.
Spero proprio che il Teatro di Juliano possa continuare ad esistere, anche per la sua mamma.
Ciao
Maria Grazia

jmeg | 12 Luglio, 2011 - 17:07