02 Luglio 2014

Sta mattina è arrivata la notizia -che penso in molti abbiate già letto- del ragazzo palestinese rapito, ucciso e bruciato, a Gerusalemme est. "Probabilmente" per mano dei coloni che circondano quella zona della città. Oggi a Betlemme non si parlava d'altro. Dalla signora del negozio di fianco a casa che ci guardava scuotendo la testa e si chiedeva come fosse possibile, a una vecchia amica, una ragazza che frequenta il secondo anno di università che ci ha detto: "quelli sono i veri mostri. Ma mostri è una parola troppo piccola per descriverli. Vi rendete conto, io sono nata qui, questa è la mia terra e io devo giustificare ogni cosa che faccio, ovunque io voglia andare devo avere il permesso. Non ho mai visto il mare, anche se è a pochi chilometri da qui, perché per andarci mi serve il permesso". E delle notizie di oggi ci hanno parlato anche i bambini al Centro di Amal, che abbiamo (ri)visto oggi per la prima volta. Finché una bimba di 10 anni non ha chiuso il discorso dicendoci "ma questa è la nostra vita qui, la vita di tutti i giorni". Ma su queste storie nessuno farà titoloni, perché non c'è un mondo intero da commuovere e da stringere in un'unica, grande ipocrisia.

Vi lasciamo con le immagini dei bambini di Amal, che oggi anno costruito i fanous, le lanterne del Ramadan...
Stay tuned. Stay Human.



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gli amici di Betlemme

Ciao ragazze.
Ma gli amici di Betlemme come stanno vivendo tutto questo delirio? E i bimbi?

umberto | 5 Luglio, 2014 - 21:38