Amal Bambini per la pace onlus

L’associazione Amal Bambini per la pace onlus nasce dalla sensibilità di un gruppo di persone nei confronti dei bambini palestinesi e delle loro condizioni socio-educative. I dati degli ultimi anni testimoniano la grande e urgente necessità di strutture educative che contribuiscano alla crescita di bambini capaci di costruire un futuro per sé e per il proprio Paese. A questa situazione, già di per sé precaria, vanno ad aggiungersi le conseguenze della nuova occupazione militare dei Territori che ha deteriorato ancora di più le condizioni socio-sanitarie ed educative dei bambini. L’occupazione militare, spezzando la continuità territoriale tra una città e l’altra e tra la città e i villaggi vicini ha reso difficoltosi gli spostamenti di alunni e insegnanti. Il coprifuoco introdotto in tutte le maggiori città della Palestina (esclusa Gerico) ha impedito l’accesso alle scuole di ogni ordine e grado (ad esempio, nel mese di dicembre 2002 i bambini di Betlemme hanno fatto solo 6 giorni di lezione), con molteplici conseguenze: perdite di capacità di apprendimento difficilmente recuperabili e limitazione delle prospettive di una generazione di giovani scolari che vengono privati del loro diritto all’istruzione e della possibilità di crearsi un futuro migliore. Inoltre, il clima di rabbia e sconforto che si respira presso gli adulti viene assorbito immediatamente dalle giovani generazioni. Per i bambini, quindi, è molto difficile sottrarsi da un lato alla mancanza di strutture che forniscano strumenti per crescere e dall’altro al clima di rabbia, odio e contrapposizione; essi rimangono così intrappolati in un circolo vizioso di privazione e umiliazione che troppo spesso sfocia nella violenza.

Questo è il quadro in cui è maturata l’idea di fondare Amal Bambini per la pace onlus, associazione che intende promuovere progetti educativi rivolti ai bambini palestinesi e alle loro famiglie. La decisione di occuparci della Palestina è stata presa nella convinzione che un intervento di tipo educativo potrebbe offrire a questi bambini qualche possibilità in più di incontrare valori diversi dalla contrapposizione e all’odio, quali il rispetto e la fiducia. Noi riteniamo che di questo mutamento nelle prospettive educative e relazionali, potrà anche beneficiare la società israeliana. In questo senso, ci poniamo come obiettivo anche quello di collaborare con tutti gli individui o organizzazioni impegnate nella costruzione di una cultura di pace, con la comune speranza di una futura convivenza nel rispetto tra israeliani e palestinesi. Non possiamo fare altro che rendere questa speranza o, in arabo, amal, più concreta possibile.

Attraverso i progetti sostenuti ci proponiamo di:

1. Confermare in questi bambini e in noi stessi la fiducia nel valore della vita e nel valore dell’essere umano per se stesso, senza distinzione di origine, lingua, religione attraverso una relazione educativa finalizzata al recupero della fiducia in se stessi e nell’altro, che sono la base per una cultura di pace.
2. Creare per i bambini palestinesi delle opportunità fino ad ora negate: avere degli spazi di espressione, continuare il percorso educativo con risorse adeguate, guadare con fiducia al mondo e al proprio futuro. E’ proprio la privazione di queste possibilità che alimenta il senso di ingiustizia e umiliazione.
3. Sviluppare la nostra capacità di metterci in ascolto. I progetti si formeranno grazie all’interazione tra le nostre competenze e quelle locali. L’individuazione dei bisogni sarà guidata da un’attenta osservazione della realtà locale con l’aiuto di personale educativo del posto. A tal fine sarà anche importante che i soci, secondo le possibilità di ognuno, effettuino un soggiorno in Palestina.
4. Fare in modo che questa situazione non sia dimenticata, creando contatti che ci rendano in grado di far circolare le informazioni. Crediamo infatti che nessun intervento di cooperazione possa avere successo se non è supportato da eguali sforzi per comprendere le cause del problema e farle conoscere.
5. Creare un gruppo di persone che, tra Palestina e Italia, siano disposte a lavorare sui temi dell’educazione all’interculturalità e alla pace e vogliano mettersi in gioco nella relazione con l’altro. La conoscenza reciproca tra i popoli, lo sforzo della comprensione e della apertura mentale sono, secondo noi, elementi necessari per aprire una possibilità alla pace e per accrescere la personale capacità di mediazione e accoglienza anche nei confronti degli stranieri presenti nel proprio paese.

Il nostro intervento si articolerà secondo le seguenti modalità:

1. Sostegno a distanza alle famiglie e singoli.
2. La realizzazione di progetti educativi coordinati con le strutture e il personale educativo locale.
3. La creazione in Italia di una rete di competenze in grado di appoggiare i progetti e di fare riferimento come punto di informazione.
4. L’impegno a trascorrere un periodo in Palestina per una esperienza diretta di volontariato.

Per contattarci: via E-mail info@associazioneamal.org oppure Rodolfo Greco (resp. comunicazioni) tel. 328 35 777 85.