Alcune gocce di speranza.. Il nostro progetto continua!

Ebbene sì, il nostro progetto dei “Disegni - Diritti” continua, come continua il rapporto dei bambini di Amal con i bambini della scuola G. Rossello, dove avevamo l’anno scorso iniziato questo progetto. I bambini di questa scuola avevano inviato questa estate i loro disegni riguardanti i Diritti dell’infanzia, e i disegni riguardanti “la storia della collina”. Aspettavano con ansia e mi chiedevano se questi disegni erano arrivati in Palestina e se anche i bambini di Amal ne avessero mandato qualcuno per loro! Avreste dovuto vedere i loro visini in trepida attesa e raggianti quando ho detto loro che gli avevo portato dei disegni dai bambini di Betlemme e
quando glieli ho mostrati!!!
Sono rimasta stupita del fatto che nonostante fossero passati diversi mesi e fossero passate anche le vacanze si ricordassero perfettamente alcuni particolari della storia della collina.
Questa storia narra proprio come su una bella collina con vista sul mare si potessero costruire case circondate da alte mura che non permettessero di incontrare le persone e godere della bella vista del mare, fino a quando un bambino vide da un buchetto del muro un occhio curioso di un altro bambino e insieme decisero di allargare quel buchetto fino a far crollare il muro e poter giocare insieme!

Quante similitudini con la realtà palestinese..speriamo prima o poi in un finale simile a quello della storia narrata!
In seguito abbiamo interpretato la storia “In una notte di temporale”: che i nostri bambini di Amal avevano già drammatizzato con i volontari che sono andati a Betlemme la scorsa estate. Questa storia è un dialogo tra un lupo e una pecora che si incontrano in una notte di temporale dentro un grotta.
Nel buio non si riconoscono e iniziano a conoscersi senza pregiudizi e condividendo le paure del temporale in corso: si scoprono simili e
diventano amici a tal punto da darsi appuntamento il giorno successivo per il pranzo! Cosa sarebbe successo il giorno seguente alla luce del sole nel vedersi? Il finale è aperto alla fantasia dei bambini che tutto può far avvenire!
Qualche bambino ha espresso l’inevitabile cioè che il lupo si sarebbe mangiato la pecora, ma la maggioranza ha proposto finali alternativi in cui vinceva l’amicizia fra i due personaggi nonostante le differenze e i pregiudizi stereotipati delle loro identità.
Con i bambini più grandi (quinta elementare) abbiamo fatto il gioco divertente di cercare di indovinare i diritti dell’infanzia che avevano disegnato i nostri bambini di Amal e le scritte in arabo. A seguire mi hanno fatto molte domande sulla condizione dei bambini in Palestina e sulle motivazioni di questo conflitto: il loro desiderio
era di cercare una soluzione! Difficile per loro comprendere la complessità della situazione palestinese anche se hanno compreso la difficoltà del vivere quotidiano dei bambini che lì vi abitano. Questo anche grazie alla “storia di Momo”: un bambino palestinese che vive in un campo profughi e che, ascoltando i racconti del nonno, va alla ricerca del suo villaggio distrutto ed esprime la sua rabbia nell’essere deriso dai nuovi abitanti. Anche in questa storia il finale, che può sembrare triste, rimane aperto alle infinite possibilità della fantasia dei bambini che ci donano la speranza che qualsiasi cosa anche la più improbabile e difficile possa accadere, che tutto con la nostra volontà possa cambiare...ascoltiamoli e speriamo anche noi con loro!