Campi profughi

Cosa sono… Luoghi adibiti ad “ospitare” temporaneamente persone che, per vari motivi, sono state costrette a lasciare la propria abitazione: vittime di guerre e discriminazioni etniche, vittime di disastri ambientali, ecc..
I primi campi profughi palestinesi sono nati nel 1947, con la nascita dello stato di Israele. Nel corso degli anni il numero dei profughi palestinesi è cresciuto notevolmente: da 914.000 del 1950 a oltre
4,3 milioni del 2005.



Ad oggi l'agenzia UNRWA (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees in the Near East) conta 59 campi distribuiti tra Libano, Giordania, Siria, Cisgiordania (Palestina!!) e Gaza.
Le persone che vivono nei campi profughi vengono chiamate “rifugiati”. L'URNWA definisce un rifugiato palestinese nel modo seguente: “I rifugiati palestinesi sono persone il cui normale luogo di residenza era palestinese tra il giugno 1946 e il maggio 1948, che hanno perso tanto le loro abitazioni quanto i loro mezzi di sussistenza come risultato della guerra arabo-israeliana del 1948”.

Vivere come stranieri nella propria terra, essere privati dei propri diritti, passare settimane intere senz’acqua corrente, senza luce elettrica, non avere scuole e servizi adeguati per i propri figli, essere svegliati in piena notte dalle incursioni dei militari e vessati da continui coprifuoco sono solo alcune delle condizioni disumane in cui migliaia di palestinesi sono costretti a vivere.



Le privazioni che caratterizzano la vita dei “rifugiati” non possono essere descritte sufficientemente da una fotografia, né da un racconto, che per quanto dettagliati possano essere non restituiranno mai i sentimenti e le sensazioni provate addentrandosi tra le buie e scalcinate vie di un campo profughi.




Mappe
Mappa dell'URNWA
Campi in Libano
Campi nei territori