Associazione ONLUS Amal - ﺍﻣﻞ


apolitica - apartitica - aconfessionale

08 Luglio 2014

Sta mattina siamo andati a trovare degli amici al Deisha camp, il campo profughi dove vivono alcuni dei bambini e delle bambine del centro. Abbiamo visto i bellissimi murales che negli ultimi anni si sono aggiunti, anche dentro all'Ibda center, e che raccontano storie come sempre di resistenza e di speranza. Ed è stato in quelle strade che i nostri bambini percorrono ogni giorno, in quel chilometro quadrato di vicoli stretti e case costruite l'una sull'altra, dove l'esercito entra ogni giorno, dove luce e acqua sono un privilegio che sta alle compagnie israeliane concedere, che abbiamo saputo: l'operazione Protective Edge è cominciata. 40.000 riservisti, l'assicurazione che la Striscia subirà un attacco a oltranza, via terra e via aerea, ma soprattutto le decine di feriti e gli oltre venti morti che si contano nelle neanche prime 24h di bombardamenti. E sappiamo di essere solo all'inizio. Alla fine, ha vinto Liebermann, l'estrema destra israeliana e la sua politica di guerra totale. Cosa davvero vorrà significare, lo si vedrà nei prossimi giorni. Un abbraccio da tutte le bimbe e i bimbi di Amal, e come sempre Stay tuned & Stay human.

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05 Luglio 2014

Oggi visita a Nablus, al Keffiyeh Center, nel campo profughi di New Askar. Un centro sociale, costruito da volontari ed attivisti del campo, dove si fa teatro, box, ginnastica, danza, rap... E dove, come ci spiegavano i ragazzi e le ragazze che abbiamo incontrato, la resistenza è una pratica quotidiana. Soprattutto lì, in un campo in piena area C, dove gli abitanti si sono costruiti da soli scuole e ospedali, per poi vedere l'UNRWA arrivare per metterci la bandierina sopra e trattarle come proprio spazio. Soprattutto perché, come in ogni luogo in west bank, il campo profughi è circondato da colonie e l'esercito entra ogni notte, lanciando lacrimogeni, arrestando e intimidendo. Solo una settimana fa, uno degli attivisti (di 16anni) del centro è stato colpito da una pallottola alla gamba, durante uno dei tanti raid.
Vi linkiamo direttamente a loro, per vedere tutto ciò che costruiscono.
Stay tuned. Stay Human.
http://keffiyehcenter.wordpress.com

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04 Luglio 2014

Oggi con i bambini e le bambine di Amal abbiamo iniziato un laboratorio sulle mappe, le città, i viaggi e i territori... Un percorso ancora più importante nel momento in cui quasi tutti gli spostamenti in Cisgiordania sono negati o pericolosi. La città di al-Khalil è definitivamente sotto assedio, in un modo che ricorda in modo spaventoso l'assedio già subito durante la seconda intifada. Gerusalemme est è militarizzata, l'esercito spara sulla folla con proiettili di gomma e lacrimogeni. A Gaza i raid continuano, distruggendo abitazioni e ferendo continuamente civili. Continuiamo ad aspettare la prossima mossa israeliana e intanto con i bambini e le bambine proviamo a immaginarci nuove geografie possibili. Stay tuned. Stay Human.

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03 Luglio 2014

In una Gerusalemme militarizzata per i funerali di Mohemmed, il ragazzo palestinese di 15 anni ucciso e bruciato a Gerusalemme Est ieri mattina, incontriamo un negoziante che ci fa un quadro della situazione secondo noi abbastanza azzeccato e che si potrebbe riassumere così: "qui gatta ci cova". Parlando, dopo un attimo di esitazione in cui valutava esattamente quanto potersi fidare di due ragazza che comunque a lui si erano presentate come turiste (e basta) ci dice: "gli israeliani dicono che i 3 coloni sono stati rapiti da Hamas, però c'è qualcosa che non torna: tutte le volte che qualche organizzazione palestinese ha rapito chicchessia c'è sempre stata una rivendicazione. Che poi speri che con il rapimento ci possa essere uno scambio di prigionieri. È un atto politico, con una motivazione chiara. Invece questa volta niente, neanche una rivendicazioncina, nemmeno una piccola piccola di qualche gruppuscolo strano mai sentito prima. Però, da subito Israele punta il dito contro Hamas, e inizia come prima cosa ad arrestare tutti. Soprattutto quelli che avevano liberato con gli ultimi accordi. E poi c'è un'altra cosa che non quadra: dicono che li hanno rapiti sulla strada fuori dalla colonia, giusto? Ecco quelle strade sono protette dal muro e sono piene di telecamere. In più i palestinesi non ci possono andare. Ora spiegatemi come potrebbero averli rapiti senza che le forze di sicurezza se ne accorgessero, senza che sapessero esattamente chi, dove e quando. Ma così i palestinesi stanno buoni e zitti, così costruiscono un clima di paura. Era quello che volevano dopo che Hamas e Fatah hanno fatto l'accordo di Unità nazionale..." Non pensiamo ci siano altri commenti. Nel frattempo, nonostante poliziotti e militari ad ogni angolo siamo riusciti a trovare dei giochi per i bambini di Amal (giochi che ovviamente dentro i territori non arrivano, sia mai.) Glieli portiamo domani, che se non possono andare a Gerusalemme almeno i giochi arrivano da loro. Ma è una magra consolazione, e l'incazzatura (almeno da parte nostra) continua.
Stay tuned. Stay Human.

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Serata di solidarietà con i prigionieri palestinesi - Milano

7 Lug 2014 - 19:30
7 Lug 2014 - 21:30
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