Eventi

Musica e Sorrisi per i bambini di Tulkarm

27 Giu 2010 - 16:00
27 Giu 2010 - 21:00
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"Israele contro tutti?"

8 Giu 2010 - 18:00
8 Giu 2010 - 20:00
Etc/GMT+2


ISPI - Tavola Rotonda

All'evento parteciperanno:

David Bidussa, Storico sociale; Farian Sabahi, Docente di Culture e Politiche dell'Islam, Universita' di Torino; Yasemin Taskin, Corrispondente in Italia del quotidiano turco Sabah; Ugo Tramballi, Giornalista, Il Sole 24 Ore.

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A FIANCO DELLA FREEDOM FLOTILLA

4 Giu 2010 - 17:30
Etc/GMT+2

News dalla Flotilla:
"La nave Rachel Corrie naviga verso Gaza. Israele: la fermeremo"


VENERDI’ 4 GIUGNO

GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE
A FIANCO DELLA FREEDOM FLOTILLA


SCENDIAMO IN PIAZZA
CONTRO I CRIMINI ISRAELIANI

All’alba del 31 maggio la Marina militare israeliana ha attaccato in acque internazionali le navi della Freedom Flotilla che, con 10.000 tonnellate di aiuti umanitari e circa 700 attivisti internazionali a bordo, si dirigevano verso le coste di Gaza. L’assalto ha provocato una strage tra gli internazionali, decine di feriti e il sequestro degli attivisti che sono stati per giorni rinchiusi nelle prigioni israeliane del deserto del Neghev (di poche ore fà la notizia della loro liberazione). Per diversi giorni dall'attacco non ci sono pervenute notizie sulle loro condizioni. A tutt'oggi non è dato sapere i nomi dei morti e dei feriti, di quest'ultimi neppure le condizioni.
Con l’arrembaggio delle navi della Freedom Flotilla, cariche di civili, armati unicamente della loro solidarietà alla popolazione palestinese di Gaza da tre anni sotto embargo, Israele ha compiuto un vero e proprio atto di pirateria e di palese violazione del diritto internazionale. Come durante l’operazione Piombo Fuso, che a cavallo tra il 2008 e il 2009 ha provocato l’uccisione di oltre 1.400 palestinesi di Gaza e il ferimento di oltre 5.000, lo Stato di Israele continua a ritenersi sollevato da ogni regola del diritto internazionale, fino a compiere atti di terrorismo di Stato come quello che ha violentemente bloccato le imbarcazioni della Freedom Flotilla.
Nel nostro paese, come in tutto il mondo, tante manifestazioni hanno espresso una determinata protesta contro l’arroganza e la violenza militare israeliana e contro l’atteggiamento di una comunità internazionale che continua a rendersi complice garantendo l’impunità ai crimini di un paese ancora una volta immune da atti concreti di condanna delle sue politiche. Continueremo a scendere in piazza e invitiamo alla mobilitazione in tutte le città italiane finché tutti gli attivisti internazionali sequestrati da Israele non saranno liberati.

VENERDI’ 4 GIUGNO GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE
MILANO- ORE 17,30 IN PIAZZA SAN BABILA

Israele e Palestina

31 Maggio 2010 - 10:30
31 Maggio 2010 - 12:30
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:: tra realtà e informazione: demografia, politica e vita quotidiana ::

presso: Università degli studi di Milano - aula 104

introduce e modera Virginia Fiume
intervengono Bahaa Abu Eyad,
Professor Antonio Violante,
e “Micado” Michael Warchwaski.

Iniziativa finanziata con il fondo per le attività culturali
dell’Università degli studi di Milano

AllegatoDimensione
israele_palestina.pdf1.23 MB

West Bank express: PROFUGHI E COLONI

28 Maggio 2010 - 20:30
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Sguardi oltre il muro - PROFUGHI E COLONI

Shooting_Muhammad.jpg Cosa pensano i giovani palestinesi e israeliani delle colonie e dell’occupazione? Un racconto a ritmo di rap

Proiezione del documentario

Shooting Muhammad

di Luca Cusani, Francesco Cannito e Michela Sechi- 2009 - durata 52'

"Nella mia classe ci sono 13 studenti e metà di loro sono coloni utra ortodossi e mi odiano, o si potrebbe dire che non mi amano”. Immagina di essere un rifugiato palestinese di 21 anni. Immagina di prendere ogni giorno l’autobus per andare a studiare in una università all’interno di una colonia israeliana. Immagina di essere l’unico studente arabo del tuo corso di laurea. Questa è la storia di un ragazzo schiacciato tra due mondi che si temono e odiano a vicenda. Questa è la storia di Muhammad.

A seguire

concerto dei G-town, gruppo hip-hop, protagonisti del documentario, da Gerusalemme

Il rap dei GTown nasce all'ombra del muro di cemento che Israele ha costruito per separare Gerusalemme dalla Cisgiordania. Qui c'è il campo profughi palestinese di Shufat: case ammassate una sull'altra, vicoli, disoccupazione, miseria e un posto di blocco israeliano per controllare chi entra e chi esce. "Viviamo in un ghetto, ma la gente non lo sa, per cui abbiamo deciso di raccontarlo con le nostre canzoni" dice Muhammed, 23 anni, leader del gruppo. GTown significa Ghetto Town, città ghetto. Cantano in arabo. Non hanno nessuna casa discografica che pubblichi i loro album, ma li conoscono i giovani di tutti i Territori Palestinesi, grazie al passaparola, ai concerti e ai brani scaricati da internet. Il loro rap racconta la loro vita quotidiana di profughi, l'esclusione, i posti di blocco militari, la violenza che vivono e quella che vedono in tv, quando il telegiornale trasmette le notizie da Gaza. E non mancano riflessioni anche sui grandi temi politici, come il loro pezzo più noto: "Sharq Awsat Jadeed", il nuovo Medio Oriente. I GTown hanno già suonato in vari paesi europei e dopo la tappa milanese li attende un concerto a Berlino.