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« Aprile 17, 2019 - Maggio 17, 2019 »
 
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Inizio: 17:00
Inizio: 26 Apr 2019 - 17:00
Fine: 30 Apr 2019 - 21:00
Dove: Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese 16, Milano


MOSTRA di VIGNETTE SATIRICHE
Quando: 26, 29, 30 aprile - dalle ore 17.00 alle 21.00

Un'esposizione di artisti internazionali che vogliono esprimere le proprie capacità inventive e creative a sostegno della Palestina.
Ahmed Frassini, famiglia originaria di Haifa da cui è stata cacciata, come migliaia di palestinesi, nel 1948 (la Nakba); nato in un villaggio vicino Jenin e cresciuto come rifugiato palestinese, continua a soffrire l’oppressione dell’occupazione israeliana del suo paese. “Quando vado in Palestina, non sono autorizzato a rientrare a casa mia, perché si trova al di là del muro!”
Ahmed comincia a disegnare a 3 anni, gli piace fare caricature. La sua infanzia e adolescenza non sono state facili: prima dei 18 anni, ragazzino della prima intifada, è stato tre volte nelle prigioni israeliane. Le condizioni erano pessime: “Poco spazio, poca aria, poca luce. Dormivamo in tre, in piccole cuccette a castello. Una volta sono caduto, e ne porto ancora i segni alla schiena, tanto da dover usare spesso un bastone quando cammino. Ma soprattutto dal punto di vista psicologico, l’esperienza della prigione per un bambino è un trauma che non si cancella più. Ancora adesso, più di 30 anni dopo, dormo male, mi sveglio d’improvviso con immagini della prigione, insomma è un marchio indelebile…”.

Chi è Ahmed Frassini?
Artista, giornalista, organizzatore culturale, Ahmed ha fatto studi di comunicazione in Palestina e ha lavorato come giornalista, regista e art director anche in Russia, a San Pietroburgo, con la biblioteca nazionale e il museo etnografico. Dal 2000 di nuovo in Palestina vi ha lavorato e completato gli studi con un master in studi culturali. Nel 2007 arriva in Belgio per il ricongiungimento familiare con la sua ex moglie e il figlio Marwan. Poi si risposa e adesso vive a Bruxelles con i figli, ai quali è proibito andare in Palestina (secondo la legge belga).
Il suo progetto attuale è organizzare mostre di artisti, in particolare vignettisti, a sostegno della Palestina. A questo scopo ha creato una pagina Facebook, Palestinian inspiration, attraverso la quale ha lanciato un appello per raccogliere opere di artisti che si ispirano alla Palestina. Così è nata questa mostra che ha creato insieme a un noto cartoonist palestinese Sabaani.

E’ una mostra di 140 disegni e 120 autori. “Il nostro appello, lanciato tramite vari contatti a vignettisti e caricaturisti di tanti paesi, perché ci inviassero una loro opera, chiedeva di lavorare su due questioni: Trump/Gerusalemme e i bambini palestinesi in prigione. In una settimana abbiamo ricevuto quasi 300 disegni!” dichiara Frassini. Il tema dei bambini in prigione lo emoziona ancora molto, e alcuni dei disegni sono davvero suggestivi, altri ironici, altri molto duri.

CONFERENZA
Quando: Sabato 27 Aprile ore 15.00

  • Ahmed Frassini,Palestina tra Arte e Resistenza
  • Paolo Branca, ricercatore presso l'Università Cattolica di Milano, linguista, islamista, esperto di umorismo arabo.
    La vita è un cetriolo... alla scoperta dell'umorismo arabo.
  • Alessia Manera, educatrice e pedagogista.
    Agire resilienze, immaginare futuri possibili.
    Sogni e bisogni di bambine/i e ragazze/i nella Palestina occupata”
  • Gilberto Pagani, avvocato.
    Gerusalemme e i minori sotto il regime israeliano secondo il diritto internazionale

Skype con Nurit Peled-Elhanan

ENTRATA GRATUITA
DOMENICA CHIUSO

04 / 27
(all day)
Inizio: 26 Apr 2019 - 17:00
Fine: 30 Apr 2019 - 21:00
Dove: Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese 16, Milano


MOSTRA di VIGNETTE SATIRICHE
Quando: 26, 29, 30 aprile - dalle ore 17.00 alle 21.00

Un'esposizione di artisti internazionali che vogliono esprimere le proprie capacità inventive e creative a sostegno della Palestina.
Ahmed Frassini, famiglia originaria di Haifa da cui è stata cacciata, come migliaia di palestinesi, nel 1948 (la Nakba); nato in un villaggio vicino Jenin e cresciuto come rifugiato palestinese, continua a soffrire l’oppressione dell’occupazione israeliana del suo paese. “Quando vado in Palestina, non sono autorizzato a rientrare a casa mia, perché si trova al di là del muro!”
Ahmed comincia a disegnare a 3 anni, gli piace fare caricature. La sua infanzia e adolescenza non sono state facili: prima dei 18 anni, ragazzino della prima intifada, è stato tre volte nelle prigioni israeliane. Le condizioni erano pessime: “Poco spazio, poca aria, poca luce. Dormivamo in tre, in piccole cuccette a castello. Una volta sono caduto, e ne porto ancora i segni alla schiena, tanto da dover usare spesso un bastone quando cammino. Ma soprattutto dal punto di vista psicologico, l’esperienza della prigione per un bambino è un trauma che non si cancella più. Ancora adesso, più di 30 anni dopo, dormo male, mi sveglio d’improvviso con immagini della prigione, insomma è un marchio indelebile…”.

Chi è Ahmed Frassini?
Artista, giornalista, organizzatore culturale, Ahmed ha fatto studi di comunicazione in Palestina e ha lavorato come giornalista, regista e art director anche in Russia, a San Pietroburgo, con la biblioteca nazionale e il museo etnografico. Dal 2000 di nuovo in Palestina vi ha lavorato e completato gli studi con un master in studi culturali. Nel 2007 arriva in Belgio per il ricongiungimento familiare con la sua ex moglie e il figlio Marwan. Poi si risposa e adesso vive a Bruxelles con i figli, ai quali è proibito andare in Palestina (secondo la legge belga).
Il suo progetto attuale è organizzare mostre di artisti, in particolare vignettisti, a sostegno della Palestina. A questo scopo ha creato una pagina Facebook, Palestinian inspiration, attraverso la quale ha lanciato un appello per raccogliere opere di artisti che si ispirano alla Palestina. Così è nata questa mostra che ha creato insieme a un noto cartoonist palestinese Sabaani.

E’ una mostra di 140 disegni e 120 autori. “Il nostro appello, lanciato tramite vari contatti a vignettisti e caricaturisti di tanti paesi, perché ci inviassero una loro opera, chiedeva di lavorare su due questioni: Trump/Gerusalemme e i bambini palestinesi in prigione. In una settimana abbiamo ricevuto quasi 300 disegni!” dichiara Frassini. Il tema dei bambini in prigione lo emoziona ancora molto, e alcuni dei disegni sono davvero suggestivi, altri ironici, altri molto duri.

CONFERENZA
Quando: Sabato 27 Aprile ore 15.00

  • Ahmed Frassini,Palestina tra Arte e Resistenza
  • Paolo Branca, ricercatore presso l'Università Cattolica di Milano, linguista, islamista, esperto di umorismo arabo.
    La vita è un cetriolo... alla scoperta dell'umorismo arabo.
  • Alessia Manera, educatrice e pedagogista.
    Agire resilienze, immaginare futuri possibili.
    Sogni e bisogni di bambine/i e ragazze/i nella Palestina occupata”
  • Gilberto Pagani, avvocato.
    Gerusalemme e i minori sotto il regime israeliano secondo il diritto internazionale

Skype con Nurit Peled-Elhanan

ENTRATA GRATUITA
DOMENICA CHIUSO

04 / 28
(all day)
Inizio: 26 Apr 2019 - 17:00
Fine: 30 Apr 2019 - 21:00
Dove: Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese 16, Milano


MOSTRA di VIGNETTE SATIRICHE
Quando: 26, 29, 30 aprile - dalle ore 17.00 alle 21.00

Un'esposizione di artisti internazionali che vogliono esprimere le proprie capacità inventive e creative a sostegno della Palestina.
Ahmed Frassini, famiglia originaria di Haifa da cui è stata cacciata, come migliaia di palestinesi, nel 1948 (la Nakba); nato in un villaggio vicino Jenin e cresciuto come rifugiato palestinese, continua a soffrire l’oppressione dell’occupazione israeliana del suo paese. “Quando vado in Palestina, non sono autorizzato a rientrare a casa mia, perché si trova al di là del muro!”
Ahmed comincia a disegnare a 3 anni, gli piace fare caricature. La sua infanzia e adolescenza non sono state facili: prima dei 18 anni, ragazzino della prima intifada, è stato tre volte nelle prigioni israeliane. Le condizioni erano pessime: “Poco spazio, poca aria, poca luce. Dormivamo in tre, in piccole cuccette a castello. Una volta sono caduto, e ne porto ancora i segni alla schiena, tanto da dover usare spesso un bastone quando cammino. Ma soprattutto dal punto di vista psicologico, l’esperienza della prigione per un bambino è un trauma che non si cancella più. Ancora adesso, più di 30 anni dopo, dormo male, mi sveglio d’improvviso con immagini della prigione, insomma è un marchio indelebile…”.

Chi è Ahmed Frassini?
Artista, giornalista, organizzatore culturale, Ahmed ha fatto studi di comunicazione in Palestina e ha lavorato come giornalista, regista e art director anche in Russia, a San Pietroburgo, con la biblioteca nazionale e il museo etnografico. Dal 2000 di nuovo in Palestina vi ha lavorato e completato gli studi con un master in studi culturali. Nel 2007 arriva in Belgio per il ricongiungimento familiare con la sua ex moglie e il figlio Marwan. Poi si risposa e adesso vive a Bruxelles con i figli, ai quali è proibito andare in Palestina (secondo la legge belga).
Il suo progetto attuale è organizzare mostre di artisti, in particolare vignettisti, a sostegno della Palestina. A questo scopo ha creato una pagina Facebook, Palestinian inspiration, attraverso la quale ha lanciato un appello per raccogliere opere di artisti che si ispirano alla Palestina. Così è nata questa mostra che ha creato insieme a un noto cartoonist palestinese Sabaani.

E’ una mostra di 140 disegni e 120 autori. “Il nostro appello, lanciato tramite vari contatti a vignettisti e caricaturisti di tanti paesi, perché ci inviassero una loro opera, chiedeva di lavorare su due questioni: Trump/Gerusalemme e i bambini palestinesi in prigione. In una settimana abbiamo ricevuto quasi 300 disegni!” dichiara Frassini. Il tema dei bambini in prigione lo emoziona ancora molto, e alcuni dei disegni sono davvero suggestivi, altri ironici, altri molto duri.

CONFERENZA
Quando: Sabato 27 Aprile ore 15.00

  • Ahmed Frassini,Palestina tra Arte e Resistenza
  • Paolo Branca, ricercatore presso l'Università Cattolica di Milano, linguista, islamista, esperto di umorismo arabo.
    La vita è un cetriolo... alla scoperta dell'umorismo arabo.
  • Alessia Manera, educatrice e pedagogista.
    Agire resilienze, immaginare futuri possibili.
    Sogni e bisogni di bambine/i e ragazze/i nella Palestina occupata”
  • Gilberto Pagani, avvocato.
    Gerusalemme e i minori sotto il regime israeliano secondo il diritto internazionale

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ENTRATA GRATUITA
DOMENICA CHIUSO

04 / 29
(all day)
Inizio: 26 Apr 2019 - 17:00
Fine: 30 Apr 2019 - 21:00
Dove: Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese 16, Milano


MOSTRA di VIGNETTE SATIRICHE
Quando: 26, 29, 30 aprile - dalle ore 17.00 alle 21.00

Un'esposizione di artisti internazionali che vogliono esprimere le proprie capacità inventive e creative a sostegno della Palestina.
Ahmed Frassini, famiglia originaria di Haifa da cui è stata cacciata, come migliaia di palestinesi, nel 1948 (la Nakba); nato in un villaggio vicino Jenin e cresciuto come rifugiato palestinese, continua a soffrire l’oppressione dell’occupazione israeliana del suo paese. “Quando vado in Palestina, non sono autorizzato a rientrare a casa mia, perché si trova al di là del muro!”
Ahmed comincia a disegnare a 3 anni, gli piace fare caricature. La sua infanzia e adolescenza non sono state facili: prima dei 18 anni, ragazzino della prima intifada, è stato tre volte nelle prigioni israeliane. Le condizioni erano pessime: “Poco spazio, poca aria, poca luce. Dormivamo in tre, in piccole cuccette a castello. Una volta sono caduto, e ne porto ancora i segni alla schiena, tanto da dover usare spesso un bastone quando cammino. Ma soprattutto dal punto di vista psicologico, l’esperienza della prigione per un bambino è un trauma che non si cancella più. Ancora adesso, più di 30 anni dopo, dormo male, mi sveglio d’improvviso con immagini della prigione, insomma è un marchio indelebile…”.

Chi è Ahmed Frassini?
Artista, giornalista, organizzatore culturale, Ahmed ha fatto studi di comunicazione in Palestina e ha lavorato come giornalista, regista e art director anche in Russia, a San Pietroburgo, con la biblioteca nazionale e il museo etnografico. Dal 2000 di nuovo in Palestina vi ha lavorato e completato gli studi con un master in studi culturali. Nel 2007 arriva in Belgio per il ricongiungimento familiare con la sua ex moglie e il figlio Marwan. Poi si risposa e adesso vive a Bruxelles con i figli, ai quali è proibito andare in Palestina (secondo la legge belga).
Il suo progetto attuale è organizzare mostre di artisti, in particolare vignettisti, a sostegno della Palestina. A questo scopo ha creato una pagina Facebook, Palestinian inspiration, attraverso la quale ha lanciato un appello per raccogliere opere di artisti che si ispirano alla Palestina. Così è nata questa mostra che ha creato insieme a un noto cartoonist palestinese Sabaani.

E’ una mostra di 140 disegni e 120 autori. “Il nostro appello, lanciato tramite vari contatti a vignettisti e caricaturisti di tanti paesi, perché ci inviassero una loro opera, chiedeva di lavorare su due questioni: Trump/Gerusalemme e i bambini palestinesi in prigione. In una settimana abbiamo ricevuto quasi 300 disegni!” dichiara Frassini. Il tema dei bambini in prigione lo emoziona ancora molto, e alcuni dei disegni sono davvero suggestivi, altri ironici, altri molto duri.

CONFERENZA
Quando: Sabato 27 Aprile ore 15.00

  • Ahmed Frassini,Palestina tra Arte e Resistenza
  • Paolo Branca, ricercatore presso l'Università Cattolica di Milano, linguista, islamista, esperto di umorismo arabo.
    La vita è un cetriolo... alla scoperta dell'umorismo arabo.
  • Alessia Manera, educatrice e pedagogista.
    Agire resilienze, immaginare futuri possibili.
    Sogni e bisogni di bambine/i e ragazze/i nella Palestina occupata”
  • Gilberto Pagani, avvocato.
    Gerusalemme e i minori sotto il regime israeliano secondo il diritto internazionale

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04 / 30
Fine: 21:00
Inizio: 26 Apr 2019 - 17:00
Fine: 30 Apr 2019 - 21:00
Dove: Ex Fornace, Alzaia Naviglio Pavese 16, Milano


MOSTRA di VIGNETTE SATIRICHE
Quando: 26, 29, 30 aprile - dalle ore 17.00 alle 21.00

Un'esposizione di artisti internazionali che vogliono esprimere le proprie capacità inventive e creative a sostegno della Palestina.
Ahmed Frassini, famiglia originaria di Haifa da cui è stata cacciata, come migliaia di palestinesi, nel 1948 (la Nakba); nato in un villaggio vicino Jenin e cresciuto come rifugiato palestinese, continua a soffrire l’oppressione dell’occupazione israeliana del suo paese. “Quando vado in Palestina, non sono autorizzato a rientrare a casa mia, perché si trova al di là del muro!”
Ahmed comincia a disegnare a 3 anni, gli piace fare caricature. La sua infanzia e adolescenza non sono state facili: prima dei 18 anni, ragazzino della prima intifada, è stato tre volte nelle prigioni israeliane. Le condizioni erano pessime: “Poco spazio, poca aria, poca luce. Dormivamo in tre, in piccole cuccette a castello. Una volta sono caduto, e ne porto ancora i segni alla schiena, tanto da dover usare spesso un bastone quando cammino. Ma soprattutto dal punto di vista psicologico, l’esperienza della prigione per un bambino è un trauma che non si cancella più. Ancora adesso, più di 30 anni dopo, dormo male, mi sveglio d’improvviso con immagini della prigione, insomma è un marchio indelebile…”.

Chi è Ahmed Frassini?
Artista, giornalista, organizzatore culturale, Ahmed ha fatto studi di comunicazione in Palestina e ha lavorato come giornalista, regista e art director anche in Russia, a San Pietroburgo, con la biblioteca nazionale e il museo etnografico. Dal 2000 di nuovo in Palestina vi ha lavorato e completato gli studi con un master in studi culturali. Nel 2007 arriva in Belgio per il ricongiungimento familiare con la sua ex moglie e il figlio Marwan. Poi si risposa e adesso vive a Bruxelles con i figli, ai quali è proibito andare in Palestina (secondo la legge belga).
Il suo progetto attuale è organizzare mostre di artisti, in particolare vignettisti, a sostegno della Palestina. A questo scopo ha creato una pagina Facebook, Palestinian inspiration, attraverso la quale ha lanciato un appello per raccogliere opere di artisti che si ispirano alla Palestina. Così è nata questa mostra che ha creato insieme a un noto cartoonist palestinese Sabaani.

E’ una mostra di 140 disegni e 120 autori. “Il nostro appello, lanciato tramite vari contatti a vignettisti e caricaturisti di tanti paesi, perché ci inviassero una loro opera, chiedeva di lavorare su due questioni: Trump/Gerusalemme e i bambini palestinesi in prigione. In una settimana abbiamo ricevuto quasi 300 disegni!” dichiara Frassini. Il tema dei bambini in prigione lo emoziona ancora molto, e alcuni dei disegni sono davvero suggestivi, altri ironici, altri molto duri.

CONFERENZA
Quando: Sabato 27 Aprile ore 15.00

  • Ahmed Frassini,Palestina tra Arte e Resistenza
  • Paolo Branca, ricercatore presso l'Università Cattolica di Milano, linguista, islamista, esperto di umorismo arabo.
    La vita è un cetriolo... alla scoperta dell'umorismo arabo.
  • Alessia Manera, educatrice e pedagogista.
    Agire resilienze, immaginare futuri possibili.
    Sogni e bisogni di bambine/i e ragazze/i nella Palestina occupata”
  • Gilberto Pagani, avvocato.
    Gerusalemme e i minori sotto il regime israeliano secondo il diritto internazionale

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Inizio: 20:30
Fine: 23:00

Giovedì 2 maggio
Cam Falcone e Borsellino
C.so Garibaldi, 27 - MIlano
ore 20,30

Comincia il 2 maggio al CAM Falcone e Borsellino lo spinoff 2019 del festival di cinema palestinese ed arabo svoltosi a marzo a Cagliari.
Bellissimi film, bellissimo pubblico.

A milano avremo 5 serate: ogni mercoledì di maggio eccetto il PRIMO, che slitta al 2 maggio, per rincasare, se stanchi, dopo il corteo.

FARMING UNDER FIRE IN GAZA
di Matthew Cassel
2018|10’

Menzione Speciale (Lavorare la terra sotto mira) con la seguente motivazione: Il documentario mostra il lavoro di giovani laureati disoccupati che sotto il fuoco dei cecchini israeliani rischiano la vita per portare a casa pochi spiccioli, raccogliende cipolle. La cinpresa riesce ad avvicinare questa particolare realtà rendendo partecipe lo spettatore.
Samr Samour e Ahmed al-Shami escono alle 2:30 del mattino per raggiungere i campi non lontani da Khan Younis, nella parte orientale della Striscia di Gaza. Verso le 4, hanno già riempito un certo numero di cassette di prezzemolo, quando i proiettili esplosivi, sparati a più riprese dalle postazioni israeliane, li raggiungono e uccidono Samour. Israele definirà i due amici ‘uomini impegnati in attività sospette vicino al confine con Gaza’. La violenza delle forze d’occupazione nei confronti dei contadini, paragonabile a quella esercitata dai cecchini contro i manifestanti nella Grande Marcia del Ritorno, rende l’agricoltura una delle professioni più pericolose. Ma, nonostante le pressioni economiche, il blocco e il fuoco israeliano, i contadini palestinesi continuano a passare le loro giornate nei campi.

MIRROR OF DIASPORA
di Kasim Abid
2018|88’

Premio dell'Associazione Amicizia Sardegna Palestina per come il regista iraqeno ha saputo raccontare la storia recente dell’Iraq, specchiandola (e specchiandosi) nella storia di sette artisti iracheni in esilio e realizzando una sapiente e armonica composizione di vita politica e arte.
Nel quindicesimo anniversario dell’invasione dell’Iraq, Mirrors of Diaspora esplora i temi dell’esilio, della creatività artistica, dell’identità e della guerra, attraverso le vite di sette artisti iracheni che vivono fuori dal loro paese da quasi mezzo secolo e fanno parte del gruppo “Artisti iracheni in esilio”. Il documentario, realizzato in tre decenni, esamina le loro sfide, fallimenti e successi, sia come artisti che come privati cittadini: dagli anni Settanta, gli anni del diploma alla scuola d’arte, lavorando come artisti di strada nelle piazze di Roma e Firenze, alla notorietà. Il film pone una semplice essenziale domanda: quali sono le conseguenze del trascorrere la maggior parte della propria vita in esilio? Di fronte a una migrazione globale senza precedenti e alle tragiche notizie, riportate ogni giorno dai media internazionali, Mirrors of Diaspora dà un notevole contributo alla comprensione di uno dei problemi più gravi del nostro tempo.

Grazie alla collaborazione di:

  • Al Ard Doc Film Festival
  • Associazione Amicizia Sardegna Palestina

promosso da:

  • Amal
  • Coordinamento delle Comunità Palestinesi in Italia
  • FuoriCircuito
  • Oltre il Mare
  • Parallelo Palestina
  • Psychologists for Human Rights
  • Salaam Ragazzi dell'Olivo
  • Vento di Terra

In allegato la locandina completa dell'evento.

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