blog di zanatta

Arieccoci

Dopo aver completato la ricerca del terreno ed essere riusciti a mettere in contatto tra loro tutti i soggetti che nei prossimi mesi dovranno portare avanti il progetto, nei giorni scorsi ci siamo un pò dedicati al secondo scopo di un classico viaggio in Palestina : la conoscenza del territorio, anche perchè tra noi c’è una nuova volontaria, Alessia.
Nei passati due giorni siamo stati in Galilea, Haifa e Nazareth, dove abbiamo avuto modo di passare ancora un pò di tempo con Suor Salwa, con la quale ci eravamo promessi di rivederci durante la sua venuta qui a Betlemme nei primi giorni del nostro viaggio.
Domani invece saremo ad Hebron. Dove per l’occasione avremo come guida un nostro caro amico : Saeed. Nato proprio ad Hebron ma che da anni vive ormai a Betlemme, dove noi l’abbiamo conosciuto negli anni scorsi.

Poi ahimè si rientrerà in Italia..

Mabruk (Congratulazioni)

Venerdi 31 dicembe. Oggi non solo si conclude l’anno ma abbiamo anche concluso la ricerca del terreno!!



Nonostante la giornata non fosse iniziata nel migliore dei modi, senza elettricità al mattino e senza acqua ancora adesso (ma con tanta pioggia per strada, fatto positivo da queste parti visto che non pioveva da un’anno..) ci siamo recati carichi di energia nel luogo di incontro prefissato la sera di prima con Kaled.
Puntuale quasi come un svizzero (insolito da queste parti) Mazen e arrivato a bordo di una ambulanza del Medical Relief Center e siam partiti dalla nostra abitazione diretti verso il luogo dell’incontro: El Makhror (Beit Jala).
Ad attenderci abbiam quindi trovato Kader, Lina e il contadino proprietario del terreno. Dopo una rapida perlustrazione della campagna ed aver discusso circa il nostro progetto, la discussione si è spostata (anche a causa della pioggia battente) in un luogo al coperto dove si è aggiunto alla comitiva anche Mohammed, il nostro tecnico di fiducia nonchè grande amico, che seguirà per noi tutte le questioni tecniche relative alla coltivazione degli ulivi.

Dopo esserci confrontati ed aver discusso di tutte le possibili problematiche (posizione del luogo, sicurezza dei bimbi, costi accessori, ecc..) siam quindi unanimamente arrivati alla conclusione che la scelta del terreno possa ritenersi valida e conclusa.
Nei prossimi giorni 50 alberi dovrebbero arrivare da Hebron e un centinaio ce li fornirebbero i contadini del luogo. Con questi alberi il progetto potrà entrare nel vivo.

I bambini del centro e i primi incontri

L’intera mattinata di ieri è stata dedicata alla ricerca di materiale da poter portare in Italia. Tanti manufatti artigianali made in Palestina sono stati comprati e riempiranno le nostre valigie al ritorno!
Nel pomeriggio invece c’è stato il primo incontro con I bambini del centro. Il gruppo dei piccoli!! (sempre incredibili: da mettere in valigia pure loro e portarceli via tutti!!!)


Non appena arrivati abbiamo avuto due piacevoli sorprese : la presenza di Ahlam (precedente educatrice) e quella di suor Salwa.
L’intero pomeriggio è quindi volato via tra balletti, canzoni e recite improvvisate dai bambini per noi!
Nella mattinata di oggi ci siamo invece incontrati con la prof Daqaq, dell’universita di Betlemme, per discutere con lei il nostro progetto e verificare la possibilità di collaborare con loro. La professoressa ci ha poi indirizzato verso una persona molto interessante: Nady, agronomo di professione e membro dell’ ICP (Institute of Community Partenership).
Con nostra piacevole sorpresa Nady ci ha offerto una mano proponendoci il supporto di alcuni studenti di agraria, la possibilità di guidarci nella scelta del terreno, nelle pratiche contrattuali e poi nel lavoro più tecnico di coltivazione. (…fish mushkela?)
Tra I progetti dell’ICP infatti c’è proprio quello di incrementare il numero delle coltivazioni di ulivo in opposizione alle rappresaglie dell’esercito e dei coloni israeliani che periodicamente distruggono interi campi coltivati.
L’esito dell’incontro è stato quindi molto positivo. Ma di certo la ricerca non puo ritenersi conclusa. Nei prossimi giorni provvederemo a far incontrare direttamente Lina (l’educatrice di AMAL) con Nady , in modo da verificare la fattibilità di quanto ci è stato proposto. Naturalmente il nostro lavoro di ricerca non è da considerarsi concluso. Domani infatti saremo al mitico Hotel Jerusalem (a Jerusalemme appunto!) per incontrare un altro contatto: Issa, che ci è stato introdotto da Costantino e che potrebbe rivelarsi una risorsa utile. Per venerdì invece è previsto un sopralluogo in uno dei possibili terreni dove si potrebbe partire con il nostro progetto.

Non c’è problema (fish mushkela)

Prima di partire ci affliggevano mille dubbi su come poter iniziare la ricerca del terreno e di tutto il necessario per avviare il progetto ulivi.
Arrivati però a Betlemme, e dopo aver parlato con il nostro primo contatto: kaled (marito della nostra educatrice lina), ci siam subito resi conto che siamo in Palestina. E qui regna sovrana la legge del "Non c’è problema".
Il terreno dovrebbe essere disponibile, gli alberi..olè, quanti se ne vogliono! E la manodopera? Anche per quella nessun problema ..o come direbbero a Napoli.. "Basta poco, che ce vo ?"
Ma noi siam solo all’inizio. E di cose da fare siam ben consci ne avremo tante! I giorni scorreranno velocemente e le giornate ci sembreranno durare sempre meno. Cio nonostante siam certi che portemo a casa l’obbiettivo!

inshallah