blog di admin

...presto ne scopriremo anche il gusto!

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esperienza...



...in attesa dei nostri frutti

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mmm, chi attenderà questo bel vasetto?
noi il prossimo mese saremo lì con loro ;-)

Si ritorna al campo!


...il richiamo dei nostri ulivi è troppo forte per "tenerci lontani"


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in arrivo buone notizie


...e ancora una volta il nostro motore
resta l'entusiasmo dei bambini, immancabile ed inesauribile!

Dopo quanto accaduto al campo di ulivi (un bulldozer israeliano ha raso al suolo la capannina in cui custodivamo tutti gli attrezzi per coltivare e curare le piante) nei giorni passati si è cercato di capire quale potesse essere il significato di tale gesto e quali implicazioni ci sarebbero state per il nostro progetto. Posto che si tratta soltanto di supposizioni (ad oggi nessuno conosce le reali motivazioni) è possibile che la capannina sia stata volutamente scambiata per un “edificio” e per questa ragione distrutta: il campo infatti si trova di fronte ad una delle colonie illegali di israele, Har Gilo, e datane la vicinanza (tra il terreno e l'insediamento passa soltanto una strada) Israele ha imposto il divieto di costruire sul terreno in questione. Che si tratti quindi della quantomeno discutibile applicazione di una legge o che sia stato un avvertimento, è chiaro che ad Israele stiamo scomodi - con i nostri bambini, gli ulivi e tutti gli internazionali che transitano dal nostro campo - e in qualche modo ce l'ha voluto comunicare.

Poste queste premesse Lina, l'educatrice, ha ritenuto opportuno sospendere, almeno per il momento, gli incontri con i bambini al campo. Scelta dettata anche e soprattutto dall'incertezza rispetto all'incolumità e alla sicurezza dei bambini, che resta una delle nostre priorità, nonostante questi ultimi domandino spesso di tornare alla “loro” terra, per occuparsi degli ulivi di cui hanno nostalgia.

Per ovviare a questa richiesta e per mantenere vivo l'entusiasmo dei bambini Lina ha organizzato una giornata di raccolta delle olive in un campo situato a Beit Sabha. È stata una giornata bellissima, in cui i bambini hanno condiviso con alcune delle loro famiglie la gioia di raccogliere questi preziosi frutti, simbolo della loro terra, la Palestina. Si è trattato anche di un momento conviviale in cui si è condiviso il pranzo e si è sorseggiato tutti insieme del the, permettendo alle famiglie di fare una pausa dalla faticosa routine quotidiana. Un giorno che non dimenticheranno mai, hanno detto, e questa resta per noi una gioia che nessun bulldozer potrà mai spianare.

Per un giorno, insomma, ciò che il “nostro” campo di ulivi rappresenta – l'aggregazione, il coinvolgimento delle famiglie, la seppur metonimica riappropriazione di una terra che viene via via sottratta – è stato spostato qualche km più in là. L'entusiasmo dei bambini, delle loro famiglie e dell'educatrice però sono rimasti la costante, con la speranza, a breve, di poter far ritorno al nostro campo.

Amal (appunto!)

Aggiornamenti da Bethlehem

Bethlehem / Beit Jala: Early this morning, the occupation bulldozers entered a land in the Al-Bassa area, between Beit Jala and Al-Walajeh and destroyed a metallic tool shed. The land is used by the Amal Center for Children, an italo-palestinian association working with children from the area and by the International Solidarity Initiative, a solidarity organization in Bethlehem. Elie Shehadeh, the owner of the land, informed us that the occupation bulldozers entered the land this morning and destroyed the metallic shed that held all the tools used for these projects. The land is opposite the illegal settlement of Har Gilo.

dal sito dell'AIC ita: http://www.alternativenews.org/italiano/index.php/topics/11-aic-projects/3209-i-bulldozer-israeliani-minacciano-gli-ulivi-dei-bambini-di-al-walaje


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Purtroppo questo messaggio ci preoccupa e siamo in attesa di avere ulteriori dettagli in merito... Seguiranno nuovi aggiornamenti.

Il direttivo di AMAL