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Happy birthday Antonio!

In mattinata abbiamo visitato il Badil center, un centro di ricerca, situato a Bethlehem, che si occupa dei diritti di residenza dei rifugiati. Si tratta di un'organizzazione indipendente, non a scopo di lucro, che collabora con la società civile. Lo scopo principale di Badil è quello di difendere e promuovere i diritti dei profughi palestinesi.
Durante l'incontro abbiamo potuto approfondire uno dei nodi cruciali della questione palestinese: il diritto al ritorno, da sempre mancante dalle agende politiche di chi persevera nel cercare un accordo di "pace" che passi attraverso il dialogo con Israele. Scopo finale del sionismo e' infatti quello di cancellare la Palestina e i palestinesi dalla Storia e dalle mappe fino a raggiungere uno stato ebraico "etnicamente puro". Per dirla con Ilan Pappe' (uno storico israeliano ora forzatamente in esilio): «benché la storia della Palestina, dai suoi inizi fino a oggi, non sia stata altro che una storia di mero colonialismo ed espropriazione, il mondo la tratta invece come una storia "complessa", difficile da capire e impossibile da risolvere».

L'approccio di Badil ci e' sembrato estremamente interessante perche' studia e offre delle concrete possibilita' di attuazione della risoluzione ONU 194 relativa al diritto al ritorno.

Nel pomeriggio incontro con i bambini, durante il quale abbiamo preparato cappellini e addobbi per la festa a sorpresa di oggi.

Ecco Antonio che, ignaro di tutto, ha collaborato ai preparativi:

La sera abbiamo fatto visita ad una cara amica, Nadja, e alla sua famiglia. Bello vedere il piccolo Elias crescere!

Stamattina ci siamo alzati con due intenti: il primo assistere al "match" tra greco-ortodossi e armeni che si contendono la Basilica della Nativita' anche nella sua pulizia,

il secondo andare a visitare Taybeh e la fabbrica della birra, che produce il liquido piu' amato e bevuto dai volontari Amal.
Risultato: dalla Basilica ci hanno cacciati prima che l'incontro avesse inizio (forse ve ne daremo visione nelle prossime edizioni), a Taybeh neanche ci siamo arrivati a causa di vari incidenti di percorso (senza nessun ferito) che ci hanno fatto tardare abbastanza da dover tornare mesti a Bethlehem.
In compenso girovagando per Ramallah abbiamo riscoperto lo spirito del luogo e dei suoi abitanti caratterizzato da qualita' quali accoglienza, cordialita' e generosita', che una citta' come Bethlehem sta inevitabilmente cancellando per dare sempre piu' spazio ad un turismo sempre piu' acritico.

Nel pomeriggio, come da programma, abbiamo festeggiato il compleanno di Antonio. Grazie anche all'imprescindibile aiuto dei bambini e di Lina abbiamo potuto regalare al nostro Baleng un indimenticabile 35-esimo.



Dopo il meeting siamo andati a trovare la bellissima famiglia di Lana, Gaeta, Mara e Mourad al Dheisheh Camp. Nonostante le molteplici difficolta' che la vita al campo profughi comporta siamo stati circondati da una gioia di vivere che ahime' spesso, nella nostra agiata vita, non ci appartiene.



Cena con Mohammed, report, nanna e domani a Jerico.

Con la Palestina che riappare

Pillole di Bethlehem e dintorni

Piacevole pomeriggio di Natale trascorso insieme ai bambibi di Amal:


Antonio (Baleng) si appresta ad insegnarci l'arte della giocoleria:


Serata all'insegna di amici palestinesi che ci hanno presentato un pasionario compagno basco che, durante un gioco di roulo (tra italiani non poteva che chiamarsi "mafia"), ci ha regalato un'importantissima lezione: "nel mio paese quando si dice A e' A!":


Accoglienza notturna di Bethlehem che ci ha accompagnato durante il ritorno a casa (un po' barcollanti):


Tra gli odori, i sapori e i colori di una Bethlehem sveglia da un pezzo:


Serata con Mohammed...


...improvvisatosi insegnante di anelli di fumo:


alla fine della serata qualcuno di noi e' stato promosso! ole'


e noi vi rimandiamo al prossimo report :)

Un Natale senza doni sotto l'albero

Ieri mattina siamo andati a trovare Adel e la sua famiglia: e' stato bellissimo rivedere i suoi figili che crescono a vista d'occhio e la "nostra" tartaruga, che qualche mese fa ha cambiato casa, passando dal centro Amal ad un posto piu' accogliente e sicuro in cui ha potuto incontrare tanti nuovi amici suoi simili.
Con gran sorpresa abbiamo incontrato una coppia di Verona (che durante la permanenza in Palestina alloggera' a casa di Adel) che fara' volontariato nello stesso centro in cui fino a qualche giorno fa ha prestato servizio la nostra cara Sara e che presto inviteremo a visitare il nostro centro.

Nel pomeriggio siamo andati con i bambini al campo di ulivi, dove armati di zappe e picconi e sotto la supervisione dell'indispensabile Mohammed, abbiamo piantato 20 pini lungo tutto il perimetro.



Come ricorderete a ridosso del nostro campo si trova la colonia ebraica, chiaramente illegale, Har Gilo: e' stato impressionante vedere come in pochi mesi la colonia si sia espansa, sottraendo altro terreno ai palestinesi, mentre in parallelo la costruzione del muro avanza ed e' vicina al completo isolamento di Al Walaja, villaggio palestinese che verra' completamente circondato.

Tornati al centro ci siamo coordinati per il volantinaggio del giorno successivo in Manger Square, che in occasione del Natale si sta riempiendo di fedeli che vivono il loro pellegrinaggio spesso ignari dell'occupazione Israeliana e a cui vorremmo ricordare che prima di essere in Terra Santa si trovano nei Territori Occupati Palestinesi.
Dopo la riunione siamo passati da Adnan che aveva organizzato il nostro trasporto per la cena e prima di congedarci ci ha offerto l'aperitivo, la bottiglia di grappa barricata da 40 gradi che gli abbiamo portato dall'Italia. Per essere lui musulmano e noi astemi (ah ah ah!) non c'e' male.

Affamati e un po' piegati dall'alcol abbiamo raggiunto la moglie di Adnan, Salwa, e i suoi figli, per trascorrere una piacevolissima serata all'insegna di cibo, previsioni per il 2012, cibo, fotografie, cibo, cibo, cibo, cibo, ...
Commovente lo scambio dei doni: noi una foto scattata questa estate che ci ritraeva tutti assieme; lei: olio rigorosamente palestinese ( di Gerusalemme), chili di rosari, l'ormai solito quadretto di San Giorgio, un enorme blocco di sale originale del Mar Morto e la confezione della perfetta redenzione, che comprende acqua santa, olio santo, terra santa ed incenso santo. Per essere lei musulmana e noi atei non c'e' male.



Stamattina, in una piazza affollatissima di pellegrini, abbiamo svolto la nostra missione volantinando il test "Israel for dummies". < fac simile >

Abbandonato il campo di battaglia ci siamo diretti verso Hebron, dove abbiamo acquistato dal nostro fornitore di fiducia, delle bellissime ceramiche che alla prima occasione avrete modo di acquistare ad uno dei nostri banchetti.
Abbiamo inoltre fatto una passeggiata nella desolata "Old City" e nella spettrale zona "H2" dove si sono insediati i coloni.

Di ritorno a Bethlehem ci siamo diretti a casa di Lina, la nostra educatrice, dove abbiamo trascorso un'altra piacevolissima serata e "subito" un altro attaco di cibo a suon di: riso (di due tipi, uno con i cavolfiori uno con le melanzane), pollo, insalata, zucchine ripiene, yogurt.
Quando pensavamo che "il peggio" fosse passato e abbiamo abbassato la guardia, siamo stati sorpresi alle spalle da, nell'ordine: the caldo, dolce, the caldo (bis), frutta secca, frutta di stagione, coppa di melograno, caffe'.



Avendo probabilmente condannato, tra ieri e oggi, i polli all'estinzione, ci congediamo e vi auguriamo Buon Natale, avendo sempre presente l'albero dell'occupazione.

Con la Palestina che manca all'appello

Guardandosi allo specchio

Ieri dopo aver gustato gli avanzi della nostra fantastica cena siamo passati a trovare l'amico Adnan al suo negozio.

L'incontro con i bambini si e' concentrato principalmente sulle emozioni e sulla loro rappresentazione. Dopo una prima parte principalmente espressiva e corporea si e' passati alla raffigurazione del loro stato d'animo in quel preciso momento. Cio' che piu' e' emerso e' stata la gioia dei bambini per la presenza dei volontari e, per i nuovi arrivati, la felicita' di venire al centro Amal.
In seguito si e' cercato di far riemergere la sensazione provata la prima volta che i bambini sono andati al campo di ulivi attraverso il tatto (toccando la terra dell'aiuola fuori dal centro) e l'immagine (usando disegni, dipinti e qualsiasi altra forma di rappresentazione).
Abbiamo constatato che le ragazzine, in maniera piu' omogenea, hanno raffigurato il pulmino che li porta al campo indicando il viaggio come momento piacevole e di aggregazione, mentre i bambini nuovi hanno rappresentato il campo come se lo immaginano dai racconti degli altri, esprimendo il desiderio di andarvi il prima possibile.





Cena dedicata alla partenza di Sara e a un arrivederci a Milano.
per Sara: ciao carissima, ben arrivata! ...e fatti sentire :D
Per i fan di Sonietta: notte insonne, gli imperialisti gastrointestinali hanno sferrato l'attacco finale. Stop the occupation now!
Per i fan di Frank: tutto bene.
Per i fan di Rod: tutto bene, insomma.
Per i fan di Anto: insomma, tutto bene.

Il pomeriggio di oggi ci ha visti impegnati nell'allestimento di un albero natalizio alternativo a quello ignobile gia' presente in Manger Square: un finto ed imponente pino incurante della realta' di occupazione che vive la Palestina.



In questi giorni abbiamo notato come ci sia la volonta' di normalizzare la situazione occultando il piu' possibile le limitazioni e le ingiustizie determinate dall'occupazione Israeliana. Complice in questo, in maniera tangibile, il Ministero del Turismo Palestinese che determina tali dinamiche pericolose tra luminarie gigantesche, concerti, opuscoli turistici che nulla testimoniano della reale situazione.

La serata e' proseguita (tranne per Sonietta rimasta a combattere sul campo gastrointestinale) in modo divertente mangiando e bevendo con gli amici dell'AIC, nuovi volti e vecchi amici.



Con la Palestina camuffata

"What's your purpose?" "Tourism"...

... questa volta al Ben Gurion abbiamo detto la verita'.

Ieri con la calma che caratterizza questo nostro viaggio ci siamo svegliati alla buonora per sbrigare alcune faccende nell'attesa dell'arrivo di Glenda e di un'orda di giovani volontari neozelandesi: nove letti in ferro battuto con altrettanti materassi, cuscini, coperte, coprimaterassi e federe da scaricare e portare al secondo piano.
Dopo l'ardua prova fisica che ha visto i nostri eroi primeggiare in prodezze e acrobazie degne del miglior trapezista ci siamo intrattenuti con gli amici dell'ISI per pianificare ed organizzare alcune iniziative di sensibilizzazione (di cui presto sarete informati, forse non dal TG1) in occasione dell'arrivo dei pellegrini in "Terra Santa".

La giornata si e' conclusa con una piacevole serata in gradevole compagnia.

Stamattina, in previsione della cena con amici all'ISI center, ci siamo fatti una passeggiata al mercato. Pranzo in uno dei nuovi ristoranti che qui a Bethlehem ormai spuntano come funghi

e nel pomeriggio incontro con un altro gruppo di bambini (lasciamo alle immagini il racconto dei bei momenti passati con loro).






Tornati a casa ci siamo presto trasformati in cuochi provetti ma solo uno di noi e' riuscito a conquistare il cuore e lo stomaco di una delle nostre ospiti grazie a delle ineffabili zucchine trifolate. Un indizio: l'uomo no oil, che cucina tamburellando.

Ed eccoci qui a scrivere il consueto ma meno quotidiano report di sempre.

Con la Palestina in crisi d'identita' <== Vi invitiamo a seguirci per maggiori chiarimenti.