Blog Progetto Ulivi

Guardandosi allo specchio

Ieri dopo aver gustato gli avanzi della nostra fantastica cena siamo passati a trovare l'amico Adnan al suo negozio.

L'incontro con i bambini si e' concentrato principalmente sulle emozioni e sulla loro rappresentazione. Dopo una prima parte principalmente espressiva e corporea si e' passati alla raffigurazione del loro stato d'animo in quel preciso momento. Cio' che piu' e' emerso e' stata la gioia dei bambini per la presenza dei volontari e, per i nuovi arrivati, la felicita' di venire al centro Amal.
In seguito si e' cercato di far riemergere la sensazione provata la prima volta che i bambini sono andati al campo di ulivi attraverso il tatto (toccando la terra dell'aiuola fuori dal centro) e l'immagine (usando disegni, dipinti e qualsiasi altra forma di rappresentazione).
Abbiamo constatato che le ragazzine, in maniera piu' omogenea, hanno raffigurato il pulmino che li porta al campo indicando il viaggio come momento piacevole e di aggregazione, mentre i bambini nuovi hanno rappresentato il campo come se lo immaginano dai racconti degli altri, esprimendo il desiderio di andarvi il prima possibile.





Cena dedicata alla partenza di Sara e a un arrivederci a Milano.
per Sara: ciao carissima, ben arrivata! ...e fatti sentire :D
Per i fan di Sonietta: notte insonne, gli imperialisti gastrointestinali hanno sferrato l'attacco finale. Stop the occupation now!
Per i fan di Frank: tutto bene.
Per i fan di Rod: tutto bene, insomma.
Per i fan di Anto: insomma, tutto bene.

Il pomeriggio di oggi ci ha visti impegnati nell'allestimento di un albero natalizio alternativo a quello ignobile gia' presente in Manger Square: un finto ed imponente pino incurante della realta' di occupazione che vive la Palestina.



In questi giorni abbiamo notato come ci sia la volonta' di normalizzare la situazione occultando il piu' possibile le limitazioni e le ingiustizie determinate dall'occupazione Israeliana. Complice in questo, in maniera tangibile, il Ministero del Turismo Palestinese che determina tali dinamiche pericolose tra luminarie gigantesche, concerti, opuscoli turistici che nulla testimoniano della reale situazione.

La serata e' proseguita (tranne per Sonietta rimasta a combattere sul campo gastrointestinale) in modo divertente mangiando e bevendo con gli amici dell'AIC, nuovi volti e vecchi amici.



Con la Palestina camuffata

"What's your purpose?" "Tourism"...

... questa volta al Ben Gurion abbiamo detto la verita'.

Ieri con la calma che caratterizza questo nostro viaggio ci siamo svegliati alla buonora per sbrigare alcune faccende nell'attesa dell'arrivo di Glenda e di un'orda di giovani volontari neozelandesi: nove letti in ferro battuto con altrettanti materassi, cuscini, coperte, coprimaterassi e federe da scaricare e portare al secondo piano.
Dopo l'ardua prova fisica che ha visto i nostri eroi primeggiare in prodezze e acrobazie degne del miglior trapezista ci siamo intrattenuti con gli amici dell'ISI per pianificare ed organizzare alcune iniziative di sensibilizzazione (di cui presto sarete informati, forse non dal TG1) in occasione dell'arrivo dei pellegrini in "Terra Santa".

La giornata si e' conclusa con una piacevole serata in gradevole compagnia.

Stamattina, in previsione della cena con amici all'ISI center, ci siamo fatti una passeggiata al mercato. Pranzo in uno dei nuovi ristoranti che qui a Bethlehem ormai spuntano come funghi

e nel pomeriggio incontro con un altro gruppo di bambini (lasciamo alle immagini il racconto dei bei momenti passati con loro).






Tornati a casa ci siamo presto trasformati in cuochi provetti ma solo uno di noi e' riuscito a conquistare il cuore e lo stomaco di una delle nostre ospiti grazie a delle ineffabili zucchine trifolate. Un indizio: l'uomo no oil, che cucina tamburellando.

Ed eccoci qui a scrivere il consueto ma meno quotidiano report di sempre.

Con la Palestina in crisi d'identita' <== Vi invitiamo a seguirci per maggiori chiarimenti.

Welcome to Palestine (ma non troppo...)

Ore 8: inizia il nostro viaggio. Bus fino a Malpensa, volo Milano-Istanbul, cambio e arrivo a Tel Aviv.
Immaginando che il grosso fosse fatto (quasi 12 ore di viaggio ci sembravano sufficienti) ci avviciniamo al controllo passaporti. Ognuno di noi viene inviato in uno sportello differente, solite domande (chi sei? perche` sei qua? come si chiama tuo padre? chi sei? perche` sei qua? come si chiama tuo padre? chi sei? perche` sei qua? come si chiama tuo padre? chi sei? perche` sei qua? come si chiama tuo padre?) e alla fine il timbro sul passaporto... ma non per tutti: Rodolfo e` scomparso.
Ci guardiamo intorno smarriti, come un branco di pecore senza il loro pastore. Uno di noi con sguardo smarrito incalza: "l`hanno portato via"! Chiediamo informazioni e scopriamo che e` stato trattenuto per maggiori controlli in una stanza con televisore e macchinette del caffe`. Lo raggiungiamo, trovandolo in compagnia di altri sventurati. Le ore passano, e Rodolfo sembra essere il piu` sventurato di tutti: man mano gli altri riottengono il passaporto, con un sorriso e un "enjoy Israel"!
Nell`incertezza di cio` che sarebbe potuto succedere decidiamo di dividerci: due si mettono al sicuro con le valigie di tutti al di fuori dell`aeroporto dove George, il taxista, ci attendeva da tempo.
Sull`altro versante, dopo circa un`ora "finalmente" arriva una guardia e chiede a Rodolfo di seguirla, conducendolo in un gabbiotto dove ha inizio l`interrogatorio (che comprendeva una dettagliata biografia dalla nascita fino ai giorni nostri che neppure la piu` accanita delle fans avrebbe saputo fare di fronte al suo idolo di sempre). Alla fine, Rodolfo viene ricondotto nella stanza della tv e, con la paura sempre piu` incalzante di un denied entry, dopo l`ennesima ora d`attesa arriva un sorriso ed un "enjoy Israel"! Alla faccia della pubblicita` che in questi giorni inquina le nostre metropolitane.

Usciti dall`aeroporto ci riuniamo finalmente tutti, in un grande abbraccio liberatorio.
Giunti a Bethlehem (ormai passate le 23) recuperiamo le chiavi del centro e ci apprestiamo ad un meritato riposo.
Ma non per tutti: Sonietta, che aveva "giusto un po`" metabolizzato tutta l`avventura aeroportuale ha iniziato ad accusare evidenti disturbi gastro intestinali sfociati in ripetute scariche di...vabbe`, e` chiaro!

Al mattino seguente abbiamo fatto un po` di faccende domestiche e, dopo il pranzo, c`e` stato il primo incontro con Lina e i bambini. Che meraviglia ritrovare i loro sorrisi e gli occhi gioiosi: accoglienza che ha giovato anche allo stomaco di Sonietta!
Tutti insieme ci siamo recati al centro che ospita i bambini disabili (spesso abbandonati e dimenticati dalla famiglia) e dove lavora la nostra amica Sara.

I bambini hanno giocato tutti insieme, e dopo una breve merenda ci siamo congedati.
Tornando al centro siamo passati da Manger square, dove una folla di persone era ancora riunita attorno ad un albero di natale alternativo (ce n`e` uno classico gigante per i turisti proprio al centro della piazza, che nulla ha a che fare con l`occupazione) fatto da un filo spinato con appese delle cartoline che riportano slogan sul boicottaggio contro Israele.

Dopo un po` di relax siamo andati a mangiare con degli amici, in attesa dell`arrivo dei prigionieri liberati (a seguito degli accordi di scambio tra Israele ed Hamas per il rilascio del soldato israeliano Shalit).

Nella confusione piu` totale - poiche` non si capiva quando sarebbero arrivati ma i festeggiamenti, intanto, erano gia` iniziati - siamo stati assaliti da molteplici emozioni: da un lato la gioia di vedere gli abbracci delle madri con i loro figli, dall`altro la tristezza di constatare che si tratta di ragazzi giovanissimi, per chissa` quale colpa rinchiusi in un carcere israeliano e che prima della liberazione dei 550 prigionieri, negli ultimi due mesi, sono stati arrestati 470 palestinesi.

Al Dheisheh Camp i festeggiamenti sono continuati, probabilmente tutta la notte, ma noi cia siamo congedati e siamo andati a dormire.

Enjoy Israel... sui manifesti
Free Palestine... work in progress!

meno di una settimana al nostro arrivo...


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video proiettato all'aperitivo AMAL del 4 dicembre