Blog Progetto Ulivi

Habemus Campus!!!

Taratattà: habemus campus! Eh, già: sotto una pioggia scrosciante (che qui tutti hanno accolto con larghi sorrisi, d'altronde non pioveva da un anno), ieri mattina ci siamo avventurati a Beit Jala, scortati dal proprietario della terra che ci faceva da cicerone e dai nostri fidati consiglieri: Khaled, Lina e Mohammed.
Dopo un'ora e mezza di discussione al Relief Center, finalmente abbiamo posto le basi per attivare questo nuovo progetto, e quando siamo usciti, con le scarpe rosse d'argilla e l'acqua sulla testa (ma non in casa!), avevamo tutti un gran sorriso... (Consentitemi di notare, poi, come l'incontro sia stato molto professionalmente registrato dal nostro cameramen, l'ingenier Zanatta, con tanto di panoramiche ai diversi soggetti.)
Siamo quindi potuti andare all'incontro dei bambini, suggestionati positivamente dai risultati della mattinata, e lì abbiamo ancora una volta verificato sul campo come il gioco di UNO presenti notevoli varianti e licenze poetiche a seconda di chi gioca.
La sera, poi, tra l'odore di barbeque che si diffondevano per tutta Betlemme, siamo andati a casa di Adel e della sua famiglia, dove ci hanno accolto carni di tutti i tipi e una salsa buonissima che ci siamo spazzolati in un minuto, nonostante la potenza assassina dell'aglio.
Ma quella che sembrava una tranquilla casa araba, dopo mezzanotte si è trasformata in un casinò: shekel persi e vinti si sono susseguiti fino alle tre di notte, tra partite a poker (dove Zanatta, con un c... indescrivibile ha regnato sovrano), trucchi di magia e puntate su "testa o croce?" (o come dicono qui, "piano au noss?").
Alla fine siamo tornati a casa e con l'impianto idrico ancora in panne ci siamo domandati... Ma chi non ha acqua il primo dell'anno, non ha acqua tutto l'anno?
Sperando che la risposta sia negativa, intanto... kul sana inti salmin!!!
Ovvero Buon Anno a tutte/i!

Maya (acqua)

Ci siamo! Abbiamo la terra ed abbiamo gli alberi!...ci manca solo l'acqua...
Ma non per il progetto ulivi, ci manca l'acqua in casa!
Di una cosa ormai siamo certi, in Palestina non si riesce ad avere tutto nello stesso momento. Per tutto si intende elettricità, acqua, riscaldamento e internet.
Però diciamo che stavolta questa terra ci sta mettendo veramente a dura prova!
Quando siamo arrivati avevamo elettricità, acqua e internet, ma in casa faceva freddo. E' arrivato il riscaldamento (delle stufe) ma è andata via la luce.
E' tornata la luce ed è andato via internet, e a distanza di poche ore la luce ci ha nuovamente abbandonato, compresa l'acqua calda (per circa 12 ore...).
Ma ad un certo punto torna la luce, torna l'acqua calda ed il giorno dopo come per incanto torna anche internet!
L'emozione raggiunge l'apice, la commozione è al livello delle lacrime quando è sparisce completamente l'acqua (fredda e calda...per par condicio...).
Dopo 24 ore senza una goccia d'acqua siamo allo stremo delle forze... Non abbiamo un bicchiere pulito, un cesso utilizzabile e qualcuno inizia a grattarsi troppo.
Questa mattina ho rischiato una crisi isterica, poi ho ricevuto un messaggio di Erika e ho cominciato a ridere come una scema. So che lei può capire come mi sento!
Siamo in attesa del famoso "specialist" di Betlemme che dovrebbe riportarci ad una condizione vivibile semplicemente con l'uso di una chiave inglese, almeno così si dice...
Nel frattempo scende tanta maya dal cielo e la gente è contenta, allahu akbar!

Coji l’acqua quannu chiove...

Ho mancato la doccia quando avrei potuto farla, e ora... ci si gratta!
Ad ogni modo, volendo rimanere sul pezzo, abbiamo finalmente colto l’attimo e ce l’abbiamo fatta!
Mi meraviglio sempre e non smettero’ mai di meravigliarmi di come, da una evidentemente solo apparente confusione iniziale (che definirei tranquillamente "caos") emergano alla fine creazioni e direzioni di lavoro molto molto concrete. Non parlerò delle difficoltà pratiche e anche domestiche del momento (lascio fare ai compagni di viaggio). La cosa che vorrei cercare di disegnare con questo post è la rete di potenziali relazioni, scambi e collaborazioni che si sta delineando intorno al progetto ulivi (anche se per un ansioso come me siamo sempre in fase mish muskila!)
Praticamente abbiamo la figura dell’ulivo al centro del nostro disegno, attorno alla quale si stanno muovendo un gruppo di contadini locali e qualcuno ad Hebron (che fornirà altri alberi).
Un gruppo di volontari organizzati, modalità "compagno combattente", è già in attesa di istruzioni per quanto riguarda il lavoro sul terreno e l’accompagnamento dei bambini sul luogo.
Mohammed, il nostro tecnico agronomo, è pronto a coordinare sia le operazioni di piantumazione che di preparazione del terreno nonchè di tutto ciò che riguarda l’acqua (per le piante intendo).
I contadini della zona pare siano lieti di collaborare e Lina, la nostra educatrice, sta valutando insieme a noi il tipo di attività che si potranno realizzare coi bimbi e con tutti gli altri attori sul territorio. ...una bel groviglio di cose a mio parere. Una matassa di linee colorate che si intrecciano, dalla quale mi sembra già di intravedere dei bellissimi disegni carichi di significato.
PS.nei prossimi giorni la matassa diventerà più complessa, con una serie di incontri tramite i quali il progetto verrà pubblicizzato dai media locali.

...a già, ieri era il 31. Abbiamo anche brindato!

Mabruk (Congratulazioni)

Venerdi 31 dicembe. Oggi non solo si conclude l’anno ma abbiamo anche concluso la ricerca del terreno!!



Nonostante la giornata non fosse iniziata nel migliore dei modi, senza elettricità al mattino e senza acqua ancora adesso (ma con tanta pioggia per strada, fatto positivo da queste parti visto che non pioveva da un’anno..) ci siamo recati carichi di energia nel luogo di incontro prefissato la sera di prima con Kaled.
Puntuale quasi come un svizzero (insolito da queste parti) Mazen e arrivato a bordo di una ambulanza del Medical Relief Center e siam partiti dalla nostra abitazione diretti verso il luogo dell’incontro: El Makhror (Beit Jala).
Ad attenderci abbiam quindi trovato Kader, Lina e il contadino proprietario del terreno. Dopo una rapida perlustrazione della campagna ed aver discusso circa il nostro progetto, la discussione si è spostata (anche a causa della pioggia battente) in un luogo al coperto dove si è aggiunto alla comitiva anche Mohammed, il nostro tecnico di fiducia nonchè grande amico, che seguirà per noi tutte le questioni tecniche relative alla coltivazione degli ulivi.

Dopo esserci confrontati ed aver discusso di tutte le possibili problematiche (posizione del luogo, sicurezza dei bimbi, costi accessori, ecc..) siam quindi unanimamente arrivati alla conclusione che la scelta del terreno possa ritenersi valida e conclusa.
Nei prossimi giorni 50 alberi dovrebbero arrivare da Hebron e un centinaio ce li fornirebbero i contadini del luogo. Con questi alberi il progetto potrà entrare nel vivo.

kadesh? la la (Quanto costa? no no)

Ci siamo. Domani iniziano le vere e proprie trattative!
Volevo arrivare preparata all'evento, allora ho pensato che non ci sarebbe stato un modo migliore se non quello di trascorrerre qualche ora al suk di Gerusalemme e contrattare (...in Italia diremmo litigare...) sui prezzi!
Che bello, tutti almeno una volta nella vita dovrebbero cercare di comprare qualcosa partendo da un prezzo base per arrivare a pagarlo meno della meta'(in un tempo che puo' variare tra i 15 e i 30 minuti)...
Ad ogni modo questa gita a Gerusalemme ci ha anche permesso di incontrare una persona molto interessante: abbiamo un contatto per commerciare con i territori palestinesi prodotti equo solidali (e biologici).

Jalla bye!