Aree di intervento

L’Associazione AMAL bambini per la pace, ha scelto di sostenere progetti educativi nei territori palestinesi che vedono i bambini i primi destinatari dei propri interventi.
L’adozione della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, ratificata dall’ONU nel 1998, è stata il punto di arrivo di molti anni di lavoro delle organizzazioni non governative (Ong) e di altri esperti dei diritti umani. Per questo anche la Commissione Progetti Educativi di AMAL, creata nel 2003, ha ritenuto importante partire da questa Carta Costituzionale che stabilisce nuovi principi etici e norme internazionali di comportamento per garantire a tutti i bambini da 0 a 18 anni la tutela dei loro diritti.
L’Associazione AMAL, che riconosce che tutti i bambini nascono con gli stessi diritti e libertà, si è impegnata a svolgere in Palestina programmi di sostegno a favore dell’infanzia per aiutare principalmente gruppi di bambini/ragazzi palestinesi a:
- poter vedere riconosciuto il loro diritto
all’istruzione e al gioco
- essere ascoltati e far valere la loro voce
su questioni che li riguardano.
La Convenzione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza è il più importante documento universale sui diritti dei minori e rappresenta, a giudizio del gruppo che costituisce la Commissione Progetti, un punto di riferimento da cui iniziare per sviluppare abilità positive e attitudini di rispetto per ogni individuo: i bambini sono i soggetti più sensibili ai condizionamenti dell’ambiente in cui vivono.
I progetti educativi dell’Associazione rivolti ai bambini palestinesi si ispirano non solo agli articoli della Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, ma fanno riferimento ai valori che sono alla base della Carta dei Diritti Umani e che riguardano i principi fondamentali di ogni persona.
- Bisogni primari (connessi con la sopravvivenza come la fame, la casa, la salute ecc.)
- Sicurezza ( protezione, pace, tranquillità)
- Appartenenza ( avere affetti, amicizie, amare ed essere amati e cooperare con gli altri)
- Autostima ( immagine positiva di sé, riconoscersi in valori, essere riconosciuti per valori,
essere rispettato, apprezzato, sentirsi competente e produttivo)
- Realizzazione di sé ( realizzare la propria identità, portare a compimento le proprie
aspettative e occupare una posizione soddisfacente nella relazione con gli altri).

L’associazione AMAL (SPERANZA in arabo), Bambini per la Pace Onlus nasce nel marzo 2003 a seguito dell’esperienza di un gruppo di volontari che, lavorando in alcuni territori palestinesi, ha toccato con mano il disagio socio-educativo dei bambini che qui vivono.
Gli abitanti, e soprattutto i più piccoli, devono quotidianamente fare i conti con un’occupazione militare che, spezzando la continuità territoriale tra una città e l’altra e tra la città e i villaggi vicini, ha reso molto difficoltosi gli spostamenti delle persone e in modo particolare degli alunni e dei loro insegnanti.
Molteplici le conseguenze per questi bambini sul piano educativo: non solo disagio per l’accesso alle scuole, ma anche scarsa motivazione ad apprendere, riduzione delle possibilità di espressione e di socializzazione. Gli unici disegni spon-
tanei sono carri armati e soldati!
Prevale un clima di rabbia e di sconforto che passa dagli adulti alle giovani generazioni, che rimangono così intrappolate in un circolo vizioso di privazione e umiliazione che spesso compromette una crescita equilibrata.
La finalità principale dell’associazione è stata: “creare relazioni stabili con i bambini palestinesi e le loro famiglie” (articolo 2 dello Statuto).
L’impegno dei soci fondatori è stato orientato a cercare canali e modalità per contribuire a determinare alcuni piccoli ma significativi mutamenti delle prospettive relazionali di chi abita in questi territori, a partire proprio dai più piccoli che necessitano di avere uno sguardo più fiducioso verso il loro futuro.

In questi anni di scambio di progetti si è cercato di lavorare per un’educazione alla pace che partisse dal riconoscimento del valore dell’essere umano per se stesso, della diversità come risorsa, dell’ascolto come metodo.
Affrontare il dialogo ha comportato per molti soci un impegno ad approfondire tematiche relative al conflitto e alla situazione politica dello stato israeliano e palestinese e, per molti giovani, un’esperienza di volontariato e di contatto diretto con la realtà di quei territori.

1) PROGETTO SCAMBIO
“DI-SEGNI DI AMICIZIA”

(il primo progetto in ordine di tempo)
Esperienza di scambio di lavori espressivi e pittorici.
“DACCI UNA MANO A CRESCERE”.
Questa semplice frase sintetizza le linee-guida del primo progetto educativo di Amal che ha visto nei bambini e nei ragazzi i primi destinatari degli interventi dell’Associazione a favore della
comunità palestinese.
Una proposta rivolta ai bambini e ai ragazzi di Betlemme per ridurre i fenomeni di malessere collegati a situazioni di deprivazione economica, di isolamento nei campi profughi, di emarginazione dalla città, di solitudine da altri coetanei dello stesso territorio.
Prima fase
Il primo progetto “Di-Segni di amicizia” nasce nel settembre 2003 come proposta di scambio di attività pensate e “agite” da gruppi di bambini italiani e bambini palestinesi che dialogano a distanza attraverso messaggi fatti di segni e di manufatti, rivelatori di vissuti e di desideri di vita. Attraverso il disegno e i colori tutti bambini sanno esprimersi per mostrare i loro sentimenti e così lo scambio dei loro elaborati espressivi diventa un mezzo spontaneo, ma molto efficace, per far nascere anche un rapporto di conoscenza tra gruppi di pari che vivono in contesti di vita così lontani e differenti. I bambini sono portatori
di competenze particolari tali da avviare processi di dialogo e di cambiamento sociale, sono soggetti attivi capaci di far emergere altre risorse collettive, sono speranza, e tutti i soci che fanno
parte della Commissione lavorano con lo stesso desiderio: un futuro migliore per il popolo palestinese a partire dai più piccoli.

Seconda fase

Successivamente, ottobre 2004, nasce un secondo gruppo di progetto “Di-segni di amicizia” formato da otto ragazzi palestinesi, di età compresa tra gli undici e i tredici anni, che si incontra con un’educatrice locale incaricata a svolgere un progetto educativo strutturato negli stessi termini organizzativi e con la stessa finalità del gruppo dei più piccoli: creare un clima
comunicativo favorevole ad un reale scambio di conoscenze.
Rispettivamente i due gruppi si trovano due pomeriggi alla settimana insieme e, partendo dalle loro differenti storie di vita, si sforzano di trovare interessi da condividere attraverso vari linguaggi espressivi: disegno, teatro, musica, canto per poi arrivare ad individuare valori condivisi, una sorta di patto di convivenza.
Il contesto sociale precario e senza motivazione per il futuro, in cui questi adolescenti si trovano a vivere li rende particolarmente sensibili e vulnerabili.

Anche questo gruppo dei grandi svolge un’attività di scambio con un gruppo di coetanei milanesi.
In particolare dal 2005 si è iniziato a fare dei collegamenti con una web-cam attraverso la quale i ragazzi di Milano e di Betlemme hanno potuto comunicare e dialogare (in inglese o in italiano attraverso la traduzione simultanea di una socia palestinese che è stata a lungo in Italia ) sui loro interessi, sulle diverse abitudini di vita e dei
luoghi frequentati.
Questa modalità di scambio in tempo reale, via web-cam e via e-mail, sta diventando una nuova opportunità di dialogo anche con altri soggetti (vedasi progetto Mandala: “ C’è una mail per te”, volontari che sono stati a Betlemme e che mantengono contatti di posta e-mail con questi ragazzi palestinesi).

2) PROGETTO SCAMBIO
“DI-SEGNI DIRITTI”

Esperienza di scambio tra bambini a partire dai loro diritti.
Progetto proposto a classi o scuole ( da inserire nell’offerta formativa, POF, delle scuole coinvolte).
Questo progetto “Di-Segni diritti”, proposto in questo anno scolastico 2006/07, si presenta come un percorso di lavoro sulla pace e sui diritti dell’infanzia da svolgere con gli alunni delle scuole per la promozione al dialogo in uno spirito di comprensione, di tolleranza, di uguaglianza e di amicizia tra bambini di differenti
culture.
La proposta intende partire dalla lettura della Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (ultima stesura curata dall’UNICEF 2005, svolta da bambini inglesi per altri bambini del mondo e tradotta in arabo per la nostra Associazione Amal di Betlemme) e in particolare si vuole avviare una riflessione sul significato dell’art. 29 della Convenzione: “Lo scopo della tua istruzione è di sviluppare al meglio la tua personalità, i tuoi talenti e le tue capacità mentali e fisiche. L’istruzione dovrebbe anche prepararti a vivere in maniera responsabile e pacifica, in una società libera, nel rispetto dei diritti degli altri e nel rispetto dell’ambiente”.
Il presupposto di base del progetto si fonda sulla convinzione che il cambiamento debba partire dagli stessi bambini delle due realtà sociali che insieme si esprimono e si confrontano sui fatti e sulle relazioni interpersonali che vivono nella loro quotidianità e nei loro contesti di crescita.
Gli educatori e gli insegnanti coinvolti nel progetto si impegnano a far capire anche ai più piccoli che, poiché nella convivenza s’incontrano, scontrano le diverse identità e così i differenti modi di pensare e di agire, la conflittualità è un
elemento ineliminabile e che per questo bisogna imparare.
Vuole essere questo un percorso che si sviluppa attraverso i vissuti emotivi degli stessi bambini che possono così scoprire modi di agire compatibili con i propri ed altrui diritti.
Viene quindi proposto con la finalità di stimolare quei processi che portano al cosciente “cambiamento” dell’individuo che sta crescendo a partire dal proprio contesto di vita per imparare a stare con gli altri, a partecipare, a cooperare.
Saranno i docenti delle classi italiane che decideranno quando e come dare inizio ad alcune attività di scambio di-segni, utilizzando differenti modalità espressive: disegni, lettere, foto delle
attività o dei giochi svolti, storie e racconti letti o
inventati dai bambini, canzoni, musiche.

Alle classi o scuole milanesi che partecipano al progetto vengono offerti momenti di incontro con esperti della Commissione, con volontari e con soci fondatori di AMAL. Dalla viva voce o at-
traverso fotografie e filmati girati in Palestina i bambini italiani potranno visionare immagini e documenti dei loro coetanei che vivono in territori dove non sempre vengono garantiti i diritti esposti nella Convenzione ( come gli art. 24, art.
27, art.28, art.37 e art.38).
Attraverso il confronto tra diritti garantiti e diritti negati si affronterà la tematica della situazione di bambini palestinesi che vivono a Betlemme, dov’è la sede della nostra Associazione, e an-
che in altri territori palestinesi dove a causa della guerra, che dura ormai da molti anni, i bambini non possono andare facilmente a scuola, avere a disposizione luoghi per giocare e incontrarsi,
insomma vivere in pace e questo ha dato avvio ad un altro progetto che è in atto fin dalla nascita dell’Associazione AMAL.

3) PROGETTO BAMBINI A SCUOLA

Il progetto “Bambini a scuola” ha come obiettivo di assicurare il trasporto a 16 bambini dell’area di Jenin, in Cisgiordania.
La scuola si trova a Zababde, a circa 15 km dal centro di Jenin: è una struttura costruita anche con l’aiuto della cooperazione internazionale e serve bambini di tutta l’area dai 6 anni fino ai 14 anni.
A causa dei posti di blocco lungo la strada, i bambini per arrivare al loro edificio scolastico sono costretti a fare un lungo percorso a piedi.
Spesso molti di loro non possono raggiungere la scuola perché le loro famiglie non riescono a sostenere il costo del trasporto in pullman.
Ogni bambino paga per il trasporto a scuola 150 shekel al mese, moneta locale che corrisponde a circa 30 Euro.
Spesso le famiglie si rivolgono alle istituzioni religiose per poter ricevere un contributo per il trasporto con pullman, ma non sempre ci sono fondi disponibili per tutti e questo diventa per i bambini di questa comunità un diritto negato.
Il nostro progetto si propone di dare risposte concrete al bisogno delle famiglie di garantire ai figli il DIRITTO ALL’ ISTRUZIONE.
La referente di questo progetto è suor Maria Pastore che gestisce, con altre due suore e un prete anziano, l’unica parrocchia di Jenin.

Suor Maria ha una conoscenza personale dei bambini e delle loro famiglie e ha segnalato ad AMAL 16 casi di bambini che necessitano di sostegno per il trasporto con l’autobus per arrivare a scuola.
Il piccolo pullman, noleggiato dall’associazione Amal, consente di prendere e riportare tutti i giorni a casa i bambini che provengono dai villaggi circostanti la città e che sono più a rischio di abbandono scolastico.
Questo trasporto con pullman consente inoltre di rendere un po’ più sicuro il tragitto nel caso di coprifuoco o scontri armati.
A tutti i SOSTENITORI italiani dell’ ASSOCIAZIONE viene chiesto di contribuire con il versamento di 30 euro per il trasporto a scuola
di un bambino di Jenin per un mese.
(causale progetto “bambini a scuola” presso Banca
Etica IBAN IT37 D050 1801 6000 0000 0108 854, intestato a AMAL Bam-
bini per la pace onlus)
Attraverso queste proposte d’intervento, la Commissione-progetti educativi di Amal si augura di riuscire a fornire ai bambini italiani
e palestinesi, uomini e donne di un prossimo futuro, le prime “armi” cognitive ed affettive per COSTRUIRE LA PACE.
Tutti i bambini esprimono, nonostante una vita diversa, lo stesso desiderio di essere rispettati e sono fiduciosi per un futuro
sereno.